QUIRINALE. ANCORA TENSIONI SUL CASO GAROFANI
Segnali di distensione, ma non è ancora chiuso del tutto lo scontro tra Fratelli d’Italia e il Quirinale. Le parole di Francesco Garofani sarebbero state carpite durante una cena romana, una settimana fa, e poi date in pasto alla Verità. Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro oggi chiede le dimissioni del consigliere di Mattarella. Il vicepremier Antonio Tajani parla di “vicenda chiusa” e ribadisce “rispetto per il capo dello Stato”, ma dentro Forza Italia non sono tutti d’accordo. Il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, definisce le parole di Garofani “inopportune e incaute”; mentre per il Partito democratico “Fratelli d’Italia è andata oltre il limite. Forse- si chiedono dal Nazareno- Meloni punta al Quirinale?”.
MANOVRA. MIGLIAIA DI EMENDAMENTI, MAGGIORANZA CERCA LA SINTESI
Sono oltre 5.700 gli emendamenti alla legge di Bilancio che si prepara all’esame in Senato. Dovranno essere ridotti a poco più di 400, i cosiddetti segnalati. Le richieste di modifica provengono da tutti i partiti, maggioranza e opposizione. Si va dalla tassa sull’oro al taglio del canone Rai voluto dalla Lega e contrastato da Forza Italia. Un contributo alle scuole paritarie e un nuovo condono edilizio. L’opposizione, che ha presentato una serie di emendamenti unitari, chiede nuove assunzioni per il comparto sanità e sicurezza, lo stop al ponte sullo Stretto e la patrimoniale. La palla passa ora alla maggioranza, che dovrà sfoltire il dossier e trovare una quadra.
EX ILVA. PROTESTE IN PIEMONTE E TARANTO, URSO CONVOCA INCONTRO
Blocchi stradali, picchetti e scioperi. Continua la protesta dei lavoratori ex Ilva che a Taranto hanno interrotto la circolazione in diversi nodi stradali. A Novi ligure decise altre 24 ore di sciopero con picchetti a oltranza. La segretaria della Cisl Daniela Fumarola si dice “molto preoccupata” e chiede “chiarezza” al governo sul futuro della produzione di acciaio. La sindacalista avverte che “non possiamo permetterci un’ulteriore cassa integrazione e la chiusura degli stabilimenti”. Intanto il ministro delle Imprese Adolfo Urso convoca per il 28 novembre un incontro sugli stabilimenti del Nord. Si parlerà di quelli in Liguria a Genova-Cornigliano e in Piemonte a Novi Ligure e Racconigi.
VIA LIBERA AI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
La corte Suprema di Cassazione ha dato il via libera alla raccolta firme per quattro referendum sulla giustizia, promossi principalmente dal centrodestra. La notizia più rilevante riguarda il quesito sulla separazione delle carriere dei magistrati, un tema centrale nel dibattito politico che mira a distinguere le funzioni tra pubblico ministero e giudice. L’ok della Cassazione apre la strada a un’importante consultazione popolare che, se raggiungeranno il numero di firme necessarie, dovrebbe tenersi entro la primavera del 2026, ridisegnando potenzialmente l’assetto del sistema giudiziario italiano.
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