NAPOLI – Nella sua prima uscita pubblica dopo il voto delle regionali, il governatore uscente della Campania Vincenzo De Luca, che questa mattina ha visitato il rione San Francesco di Napoli, dove sono in corso interventi dell’Acer, ha parlato anche sul futuro politico. “Voi – ha detto parlando con i giornalisti – sarete appassionati di Eneide e, come diceva Virgilio, stat sua cuique dies, ognuno ha il suo giorno. Si riferiva al destino, ma, dicendolo in senso più ampio, ognuno ha una sua stagione e bisogna ragionare in questi termini”. De Luca non esclude un suo ritorno a Salerno da sindaco (“Può essere, è un’ipotesi”) ricordando di essere “un uomo non da cerimonie e allegrie, ma da lavoro concreto. Mi piace questo, ma mi piace anche riprendere contatto con una mia passione, che è quella di riflettere un po’, di studiare un po’, di leggere qualche altro libro. Devo ancora completare o rivedere Dostoevskij, Spinoza”. Si dice certo che “ci sono tante belle cose da fare”, ma assicura: “Cercherò di seguire Napoli e la Campania”. De Luca spiega di avvertire un “dovere di gratitudine verso la città di Napoli. Ho ringraziato Napoli e i suoi cittadini per il modo in cui mi hanno accolto, rispettato il lavoro che ho fatto, e per il modo in cui hanno rispettato, non un secolo fa, ma qualche anno fa, le mie scelte relative al Covid. I cittadini di Napoli hanno dimostrato un livello di rigore, di disciplina, che era difficile da immaginare. Ci siamo salvati insieme”. “Ho il dovere di ringraziare ed essere grato alla città di Napoli e questo – aggiunge il governatore uscente – mi impegna a seguire Napoli e la Campania, ovviamente in maniera garbata, civile, collaborativa. Se qualcuno vorrà qualche consiglio sono pronto a darlo, se non lo vorranno non cambia nulla, ma è evidente che ho il dovere di continuare a dare un contributo per Napoli e per la Campania”.
DE LUCA: PIÙ CHE SODDISFATTO DI ‘A TESTA ALTA’
Il presidente uscente della Regione Campania Vincenzo De Luca spiega di essere “più che soddisfatto” del risultato della lista di sua emanazione, A testa alta, in corsa alle elezioni regionali nella coalizione a sostegno di Roberto Fico. Intervenendo a margine di una visita nel rione San Francesco, a Napoli, il governatore ricorda: “Non si è voluto mettere il mio nome in nessuna lista. Mi si proponeva di candidarmi nella lista del Pd, ma era evidente che avrei tolto spazio ad altri candidati e condannato a morte i consiglieri espressione di movimenti civici che non si riconoscono nei partiti ma che hanno dato un contributo in questi anni”. “Io sono un non eletto – incalza De Luca – perché ho fatto un’altra scelta rispetto ad altri colleghi per due motivi. Il primo è stato per non danneggiare altri colleghi consiglieri: è evidente che se si candida in una lista il presidente uscente obiettivamente toglie spazio ad altri consiglieri. Sinceramente non mi sono sentito di fare questa scelta per rispetto ai colleghi”.
DE LUCA: 3 MILIARDI INVESTIMENTI, CHE ALTRO AVREMMO DOVUTO FARE?
“Io non commento le affermazioni di altri esponenti politici, ma posso dire quello che ha fatto la Regione Campania: a Napoli sono stati orientati 3 miliardi di euro di investimenti. Credo di non dover raggiungere altro”. Lo spiega il governatore uscente Vincenzo De Luca rispondendo a una domanda dei cronisti su alcune dichiarazioni del sindaco Gaetano Manfredi, per il quale, con l’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania, la città di Napoli riconquisterà la sua centralità. De Luca, ricorda anche alcuni degli interventi più importanti realizzati nel capoluogo partenopeo: “Parte a breve un intervento da mezzo miliardo di euro per il nuovo Santobono, non è una piccola cosa. Si completano interventi di ristrutturazione edilizia. Partono i lavori a Porta Nolana con l’interramento dei binari e la realizzazione del più grande progetto di riqualificazione urbanistica dal dopoguerra ad oggi. Abbiamo completato l’opera di Kapoor, la stazione della metropolitana, sono altri 700 milioni di euro. Credo che sia difficile ritrovare nella storia di Napoli investimenti di queste dimensioni e di questo valore anche strategico. Poi, attendiamo che si completi l’intervento a Porta Est, per piazza Garibaldi: sono altri 700 milioni di euro di investimenti, 200 milioni solo per la nuova sede della Regione, ma il grosso è un progetto di riqualificazione urbanistica di piazza Garibaldi e dei quartieri connessi”. “Questo – osserva De Luca – è quello che abbiamo fatto qui. E poi abbiamo gli interventi nell’edilizia ospedaliera: inaugureremo a dicembre il nuovo padiglione del Cardarelli, abbiamo recuperato gli Incurabili nel centro storico di Napoli. Non so che altro avremmo dovuto fare a Napoli…”.
DE LUCA: CAMPO LARGO CON ME 5 ANNI FA E 500MILA VOTI IN PIÙ
“Il campo largo lo abbiamo fatto qui in Campania cinque anni fa”, dice il presidente uscente della Regione Campania. Cinque anni fa, ricorda il governatore, “sono stato votato dal 70 per cento dei cittadini. I 5 stelle non hanno aderito alla coalizione per una loro scelta, non per una mia scelta, perché erano ancora nella fase ideologica, non c’era stata l’innovazione di Conte. Ma il campo largo vero l’abbiamo fatto qui, anche se qui lo chiamiamo diversamente, lo chiamiamo alleanza politica, alleanza progressista”. “Quell’alleanza in Campania prese 1 milione e 800mila voti, cioè 500mila voti più che in questa tornata elettorale. Dunque – conclude -, giusto per la correttezza storica, l’alleanza larga è quella che abbiamo fatto 5 anni fa, con 1.800.000 voti. Questa è una conseguenza minore di quella scelta”.
DE LUCA: LUCI E OMBRE? ESPRESSIONE DA ‘PIPÌ’, FATTO RIVOLUZIONE
“Cosa rispondo a chi dice che lascio una Campania con luci e ombre? Che l’espressione luci e ombre mi sembra un po’ l’espressione opportunistica da ‘pipì’. Da ‘pipì’ cioè quando non si vuole parlare un linguaggio di verità. Qui abbiamo fatto una rivoluzione, altro che luci e ombre”, afferma il governatore uscente. “Quando si parla dei bilanci – continua il presidente della Regione – bisogna partire dalle risorse che c’erano a disposizione e domandarsi con quali risorse finanziarie, con quali risorse umane e con quali atteggiamenti del governo nazionale. Ovviamente si farà una valutazione storica, come è giusto che sia, ma niente opportunismi e niente linguaggio da ‘pipì’: parlare chiaro, questa è stata un’altra rivoluzione che abbiamo fatto a Napoli, parlare chiaro, non con le mezze parole, con le cose dette e non dette per le quali, alla fine, uno quando ha ascoltato un interlocutore si domanda: Ma questo che diavolo ha detto? Io almeno mi sono fatto capire”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
