giovedì, 30 Aprile 26

Dal Bahrein Meloni frena Cavo Dragone: “Misurare le parole” e per l’Ucraina “decreto entro l’anno”

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ROMA – “Siamo in una fase nella quale bisogna misurare molto bene le parole, bisogna evitare tutto quello che può generare confusione, che può spaventare, che può far surriscaldare gli animi”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine della missione in Bahrein.Detto questo però, aggiunge, “circoscriverei le parole all’ammiraglio Cavo Dragone a quello di cui stava parlando, perché stava parlando di cybersicurezza. Io l’ho letta nel senso di dire la Nato è una organizzazione difensiva, come poi stamattina è stato ribadito nuovamente, chiaramente oltre a difenderci, dobbiamo anche riuscire a fare meglio prevenzione, parlando di cybersicurezza, quindi comunque bisogna fare attenzione anche a come si leggono delle parole che in ogni caso bisogna essere molto attenti a pronunciare, mettiamola così”.

“AVANTI PER LA SOLUZIONE DEL CONFLITTO IN UCRAINA”

“La soluzione del conflitto in Ucraina abbiamo capito dall’inizio che non sarebbe stata una cosa facile, perché è una guerra che va avanti da ormai quasi quattro anni e con oggettivamente una disponibilità da parte ucraina, da parte statunitense, da parte europea, ma non ad oggi segnalata da parte russa. Ciò non toglie che bisogna continuare a lavorarci” e che “il nostro obiettivo deve essere quello di continuare a spingere per arrivare a una pace, purché quella pace sia, come abbiamo detto mille volte, una pace giusta e sostenibile e duratura. E’ quello su cui siamo concentrati ora”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine della missione in Bahrein.

“UCRAINA, ENTRO FINE ANNO IL DECRETO CI SARÀ”

Per quanto riguarda il decreto sugli aiuti si tratta di una “una questione logistica. La possibilità di inviare aiuti all’Ucraina come voi sapete scade il 31 di dicembre, quindi noi faremo altri consigli dei ministri prima di quella data. Il decreto ci sarà, nel senso che chiaramente noi lavoriamo per la pace, ma finché ci sarà una guerra faremo quello che possiamo fare, come abbiamo sempre fatto, per aiutare l’Ucraina a difendersi”.Nel mentre, dice ancora, “stiamo andando avanti e in buona sostanza abbiamo già definito rispetto al sostegno all’Ucraina per i generatori di corrente, vi ricorderete che quando ho incontrato Zelensky in uno degli ultimi summit aveva chiesto aiuto da questo punto di vista, ci sono delle aziende italiane che producono dei generatori di dimensione sufficiente, perché noi sappiamo che la Russia predilige attaccare le infrastrutture strategiche che servono alla popolazione civile. Chiaramente mentre si è ormai in inverno tutto questo peggiora e quindi ci stiamo dedicando per esempio anche a questo elemento per aiutare la popolazione civile”.Ma, continua Meloni, “il decreto entro la fine dell’anno sarà fatto perché serve, non vuol dire lavorare contro la pace, chiaramente vuol dire che noi lavoriamo per la pace, ma finché c’è una guerra aiuteremo l’Ucraina a potersi difendere da un aggressore. Ci sono più di un consiglio dei ministri ancora che lo consentono e quindi cerchiamo sempre di spalmare i provvedimenti del consiglio dei ministri in maniera tale da lavorare su quello che è più urgente”.

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