ROMA – “Notizia destituita di ogni fondamento, ne tantomeno verificata con il sottoscritto. Mai parlato con qualcuno del centro destra di questo argomento. Continueremo a lavorare per costruire un centro liberale europeista. Il resto è fantascienza e creatività artistica del giornalista”. Lo scrive su X il leader di Azione Carlo Calenda, commentando un articolo del ‘Corriere della sera’ dal titolo ‘Calenda, ‘suggestione’ Campidoglio. Il piano nel centrodestra per candidarlo’.
Un nome da contrapporre all’uscente Roberto Gualtieri che viene paventato come “più di una suggestione”. “La fonte spiffera, chiacchiera. Poi, però, bisogna verificare. Stavolta non è facile: perché la vita politica di Carlo Calenda è un cubo magico”, scrive il quotidiano che riporta un’unica certezza: “Nel centrodestra, l’indicazione del prossimo candidato sindaco della capitale (voto previsto nel 2027) spetterebbe, in linea teorica, ai Fratelli d’Italia”.
“Nel loro frullatore, le facce sono le solite. Che però, per ragioni diverse, non funzionano”, prosegue il Corriere. Federico Rampelli, Andrea Abodi e il nome fatto da Salvini Antonio Maria Rinaldi. Intanto, Calenda a Milano ha partecipato a una convention organizzata da FI per celebrare il 32esimo anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi.
GASPARRI: “ALLARGARE IL PERIMETRO DELLA NOSTRA COALIZIONE, SENZA AFFIDARCI A CANDIDATI DI BANDIERA”
In questo contesto, al Corriere, Maurizio Gasparri ha spiegato: “Il voto per il Campidoglio sarà una prova non facile. Per questo, noi di FI pensiamo che, stavolta, si debba allargare il perimetro della nostra coalizione, senza affidarci a candidati di bandiera”.
Calenda è, quindi un’ipotesi realistica? “Sì, chiaro che può esserlo. Poi, certo: bisogna capire se è interessato”, ha sottolineato Gasparri, che ha aggiunto: “Io penso che Calenda debba decidere che vuole fare. Nel centrosinistra, a sentire quello che è venuto a dirci, non può stare di sicuro, perché ne ripudia i due terzi, cioè grillini e Avs… Però, ecco: Calenda, da solo, come dimostrò l’esito della sua candidatura alle comunali del 2021, non va da nessuna parte. Ma se inserito invece dentro un centrodestra allargato… Poi, oh: capace pure che arrivano i Fratelli e ci dicono no, a noi Calenda non ci sta bene. E ok, d’accordo. Allora però bisogna trovare un nome credibile, non come quello che ci imposero l’altra volta e che ci fece perdere… Aspetti, com’è che si chiamava?”: Enrico Michetti.
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