BOLOGNA – Sarà una suggestione, ma Giorgia Meloni ha scelto il grigio proprio come fece Chiara Ferragni nel video di scuse diventato ‘iconico’. Il video in cui, con la faccia mesta struccata e sofferente, si scusò con i suoi fan all’indomani della bufera dello scandalo del Pandoro Gate, quando emerse la notizia dell’inchiesta per truffa legata alla campagna benefica lanciata dall’influencer in collaborazione con Balocco. Per questa vicenda, un paio di mesi fa, Chiara Ferragni è stata assolta in Tribunale per non aver commesso il fatto. Ma il video del ‘mea culpa’ è rimasto nell’immaginario di tutti. E ieri, dopo la sonora sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia, anche la premier ha fatto ricorso a uno strumento assolutamente simile, nei modi e nella scelta di apparenza. Anche Giorgia Meloni si è ripresa frontalmente, con un look dimesso e un maglione ‘triste’ (di un grigino spento proprio come quella felpa di Ferragni rimasta famosa), ha parlato ai cittadini con tono basso, quasi sottovoce. Lasciando da parte la carica dialettica per cui è diventata famosa. Non ha chiesto scuse (il contesto era diverso), ma di fatto ha ammesso la sconfitta al referendum e detto ai cittadini che il governo andrà comunque avanti.
MELONI: “RAMMARICO PER UN’OCCASIONE PERSA”
“La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza, il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale, l’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso al decisione ai cittadini e i cittadini hanno deciso. e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”, ha detto Meloni nel video pubblicato ieri sera sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione per lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che c’è stato affidato, andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità, determinazione e soprattutto con rispetto versoi l’Italia e il suo popolo”.
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