NAPOLI – “A Napoli sono arrivate venti barche della Thousand Madleens to Gaza, della Flotilla, con un equipaggio totale a bordo di circa 110 persone. Nei prossimi giorni saremo in Calabria, a Cetraro, che sarà il porto di partenza dall’Italia”.
Lo ha spiegato Andrea Tundo della Thousand Madleens Italia stamattina al molo napoletano di Mergellina. Le imbarcazioni sono partite da Marsiglia il 4 aprile.
“Da settembre-ottobre ad oggi le cose sono cambiate radicalmente a livello geopolitico – ha osservato – e ci troviamo davanti ad uno scenario molto più complesso. Ponderando i rischi abbiamo intenzione di salpare e rompere questo blocco di Israele in Palestina. Un blocco che non consente di recapitare gli aiuti umanitari in maniera corretta. E vogliamo che finiscano sia il genocidio a Gaza che l’occupazione illegale della Cisgiordania”.
COLLETTIVO ARGO: NOSTRO SOSTEGNO DA TERRA A FLOTILLA
“Oggi a Napoli siamo felicissimi e orgogliosissime di accogliere le navi della nuova missione delle Flotille. Sarà importantissimo sostenerle e supportarle anche noi da terra”.
Lo ha detto Marzia De Magistris del collettivo Argo stamattina al molo napoletano di Mergellina.
“Sappiamo bene – ha aggiunto – che il genocidio in Palestina non è finito e che Israele non ha nessuna intenzione di fermare il suo progetto di espansione colonialista e criminale. Lo vediamo dai vili e vergognosi attacchi che ha rivolto al Libano qualche giorno fa, lo vediamo dalla legalizzazione della pena di morte esclusivamente per i palestinesi, che oltre ad essere un’aberrazione legale a tutti gli effetti, ben fotografa la situazione in uno stato assassino e genocida che c’è ancora chi si ostina a definire l’unica democrazia del Medioriente. Se tutto questo può avvenire è anche grazie alla complicità dei nostri governi, per primi quelli italiano e statunitense. Sta allora a noi spezzare questa complicità, rompere l’argine, rompere il silenzio che è calato di nuovo sulla situazione in Palestina e in generale sul complesso clima di guerra che stiamo vivendo in questi tempi”.
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