giovedì, 30 Aprile 26

“Donne come gatte”, a Bologna il Pd si arrabbia per un volantino contro l’abbandono degli animali

Politica“Donne come gatte”, a Bologna il Pd si arrabbia per un volantino contro l’abbandono degli animali

BOLOGNA – Il manifesto di una campagna di Anas contro l’abbandono di animali in strada suscita irritazione nel Pd a Bologna: al centro c’è un’immagine composta a metà dal volto di un gatto e a metà dal volto di una donna e questo rende il poster “imbarazzante”, afferma Giulia Bernagozzi, consigliera comunale e portavoce delle Donne democratiche di Bologna.

“VOLANTINO FIRMATO DA POLIZIA CHE DEVE RACCOGLIERE LE NOSTRE DENUNCE”

Bernagozzi ne ha parlato oggi in Consiglio comunale a Bologna, ringraziando la collega dem Mery De Martino per averle segnalato questo “volantino imbarazzante, fatto sull’abbandono degli animali, dove è stata messa una bella immagine di una donna divisa a metà”: di fianco, infatti, c’è il volto del gatto. “Non abbandonare una parte di te”, è lo slogan della campagna. Ma il punto è che tramite questa immagine “si sottende che la donna sia una gatta”, spiega alla ‘Dire’ la consigliera dem Bernagozzi, poi, sottolinea che il poster è “firmato anche dalla Polizia di Stato”: questo perchè, oltre al logo di Anas, ci sono anche quelli della Polizia e del 174esimo anniversario della sua fondazione. E “quelle sono le persone- afferma Bernagozzi- che devono raccogliere le denunce. Ma ci rendiamo conto oppure no? Io davvero mi chiedo se abbiamo bisogno tutte le volte di ricordare da dove si deve partire”: questo “non è accettabile”.

ANAS: “NOI IN CAMPO PER GLI ANIMALI”

Anas, intanto, sul proprio sito spiega che la nuova campagna rafforza l’impegno dell’azienda contro gli abbandoni. Gli animali “non sono oggetti da lasciare indietro quando diventano scomodi: sono presenza, fiducia, affetto incondizionato. Sono parte di noi. Non abbandonarli è un gesto di civiltà, ma prima ancora un atto d’amore. Significa assumersi una responsabilità fino in fondo, proteggere chi non può difendersi e contribuire a rendere le strade più sicure per tutti”, scrive Anas.
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