giovedì, 30 Aprile 26

Pakistan, nelle scuole del Punjab arrivano i testi di religione per i non musulmani

MondoPakistan, nelle scuole del Punjab arrivano i testi di religione per i non musulmani

ROMA – Nel Punjab, provincia nel Pakistan settentrionale, confinante con l’India, è arrivata un’importante novità: per la prima volta arrivano a scuola libri di religione non musulmana per gli studenti di altre fedi. Lo ha stabilito l’Autorità per l’educazione del Punjab, portando a termine un impegno per la libertà di culto e l’inclusione delle minoranze che proseguiva da almeno due anni.
In classe ora saranno disponibili testi per cristiani, induisti, sikh, buddisti, kalashani e zoroastriani. “Una decisione storica”, ha commentato il professor Anjum James Paul, presidente dell’Associazione degli insegnanti per le minoranze (Pmta), ricordando che il diritto all’istruzione religiosa senza distinzione è garantito dall’articolo 25 della Costituzione, e invitando ad assumere insegnanti di religione per le varie minoranze.

“Ora i bambini appartenenti a minoranze religiose studieranno le rispettive religioni nelle scuole di tutto il Punjab”, ha commentato Nabila Bhatti, membro della Commissione nazionale per i diritti dell’infanzia.

Il Pakistan ha ottenuto l’indipendenza dall’India nel 1947 anche in virtù della sua popolazione a maggioranza musulmana sunnita. Oggi, su circa 260 milioni di abitanti, oltre 230 milioni ancora aderiscono a quel credo, determinando una sproporzione che è a volte anche all’origine di tensioni tra comunità e discriminazioni. Un fenomeno, questo, che non risparmia i musulmani sciiti e ahmadiyyiti.

Nel luglio scorso, l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani (Ohchr) ha lanciato un appello al governo del Pakistan a fare di più per prevenire “le esecuzioni extra-giudiziali, gli arresti arbitrari e gli attacchi contro luoghi di culto e cimiteri, nel contesto delle continue violenze e discriminazioni contro le minoranze religiose, inclusa la comunità Ahmadi”. L’invito delle Nazioni Unite è anche a “spezzare la catena dell’impunità”.Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

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