ROMA – Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora su Islamabad. È qui infatti che dovrebbe tenersi il secondo round di colloqui previsto entro la fine della settimana. Ma se funzionari del Pakistan si sono detti positivi sull’avvio dei negoziati, a dettare profonda incertezza sulla sua partecipazione, è proprio uno dei protagonisti più importanti: l’Iran. In questo clima di generale indecisione, Axios intanto smentisce le parole del presidente Trump, secondo cui JD Vance era già in viaggio per i colloqui di Islamabad. A quanto riferisce il sito infatti, il vicepresidente degli Stati Uniti partirà solo oggi per il Pakistan.
9:00 – TRUMP: “SE NON NEGOZIERANNO AVRANNO SERI PROBLEMI”
Parlando al programma radiofonico John Fredericks, Donald Trump ha affermato che se gli iraniani non negozieranno “vedranno problemi come non hanno mai visto prima”. Il presidente si è detto speranzoso sul raggiungimento di un accordo e che il Paese venga ricostruito ma senza l’arma nucleare.
7:00 – STRETTO DI HORMUZ, GUTERRES PREOCCUPATO PER LE CONSEGUENZE
Stando a quanto riferisce Al Jazeera, che cita le parole del portavoce di Guterres, Stephnne Dujarric, il segretario generale delle Nazioni Unite è preoccupato dalle restrizioni nello stretto di Hormuz e ha chiesto il pieno ripristino dei diritti di navigazione internazionali e della libertà di navigazione.
6:00 – IRAN: NON NEGOZIAMO SOTTO MINACCIA
Sui colloqui di Islamabad il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf è chiaro: “Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”, scrive su X.
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