ANCORA SCONTRO SUL DECRETO SICUREZZA, MELONI TIRA DRITTO
Nessun passo indietro sul decreto sicurezza. Dal Salone del mobile a Milano, Giorgia Meloni rivendica la norma sui rimpatri volontari definendola di “assoluto buon senso”. Nonostante i rilievi tecnici del Quirinale e le critiche degli avvocati, la premier annuncia che la misura non verrà cancellata, ma corretta con un provvedimento ad hoc. “Non è un pasticcio”, assicura Meloni. Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “questo decreto è una priorità del governo”, mentre le opposizioni continuano a dare battaglia. “Il governo dimostra un’incapacità plateale- dice Giuseppe Conte- che ha portato a un incidente istituzionale gravissimo”.
CRISI IRAN, ORE DECISIVE A ISLAMABAD PER LA TREGUA
Fiato sospeso per la crisi in Medio Oriente. A Islamabad, in Pakistan, si cerca di sbloccare il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran per evitare la fine della tregua. Uno spiraglio di pace fragilissimo, complicato dal blocco navale nello Stretto di Hormuz. Sul punto, Giorgia Meloni chiarisce la linea italiana: “Sì a una missione internazionale, ma solo con scopi difensivi”. La premier spinge per una copertura Onu, al momento frenata dai veti incrociati di Stati Uniti e Cina, e assicura: ogni decisione sul coinvolgimento dei nostri militari passerà dal Parlamento. L’obiettivo resta la libertà di navigazione per scongiurare nuove impennate dei prezzi energetici.
ANAC: “CORRUZIONE PIÙ INSIDIOSA, MINACCIA LA SICUREZZA”
Allarme dell’Anac al Parlamento: la corruzione cambia volto e si fa sempre più insidiosa. Alla presenza del capo dello Stato, il presidente Giuseppe Busìa ha denunciato un boom di affidamenti diretti per servizi e forniture, arrivati nel 2025 al 95% del totale, con il rischio di appalti opachi e meno trasparenti. Nonostante il mercato pubblico valga ormai 310 miliardi di euro, l’Anticorruzione segnala forti ritardi e criticità sul Pnrr: meno dell’8% delle gare garantisce parità di genere o assunzioni di giovani. Preoccupa, infine, l’aumento del 35% nella distrazione dei fondi europei: “La corruzione non è solo un reato, ma un pericolo che mina la sicurezza e uccide”, avverte Busìa.
PAPA LEONE XIV IN AFRICA: “IL MONDO HA SETE DI GIUSTIZIA”
“In un mondo ferito dalla prepotenza e dal cinismo, i popoli hanno fame e sete di giustizia. È il monito lanciato da papa Leone XIV a Malabo, durante l’incontro con le autorità della Guinea Equatoriale. Nella nuova tappa del suo viaggio apostolico in Africa, il pontefice ha esortato i leader a superare gli interessi di parte per promuovere uno sviluppo che metta al centro la dignità umana. Un appello accorato alla trasparenza e al servizio dei più poveri, in un continente che Leone XIV definisce cruciale per il futuro del pianeta, chiedendo risposte concrete contro povertà e conflitti.
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