BOLOGNA – Troppo spesso l’agricoltura “viene fraintesa e male percepita”. Eppure “non è un nemico di cui diffidare”. E’ l’ammonimento che arriva da Federico Magnani, nuovo presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, che questa mattina a Bologna, nella sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio, ha inaugurato il 219esimo anno accademico dell’istituzione. Proprio la comunicazione verso i cittadini sarà uno dei cardini dell’attività dell’Accademia per il prossimo triennio. “L’agricoltura spesso viene fraintesa e male percepita come fonte di veleni- afferma Magnani- rimpiangendo l’agricoltura eroica di una volta, salvo poi rendersi conto che proprio l’agricoltura è quella che produce i cibi che sono alla base delle tipicità dei territori italiani, di cui siamo tutti orgogliosi”. Per questo, sostiene il presidente, “dobbiamo cercare di far capire che l’agricoltura, pur con dei difetti e degli errori, è una custode del territorio e della tradizione, non un nemico di cui diffidare”.
MAGNANI: “DOBBIAMO STIMOLARE UN DIBATTITO IMPARZIALE E MULTIDISCIPLINARE”
Inoltre, aggiunge Magnani, come Accademia nazionale di Agricoltura “dobbiamo aiutare il mondo agricolo italiano a farsi ascoltare dai decisori, che siano a Bruxelles, a Roma o a Bologna. Non a posteriori, quando ormai le decisioni sono già prese, ma nella fase istruttoria, quando il mondo agricolo e scientifico deve essere ascoltato per decidere insieme per il meglio dell’agricoltura”. L’Accademia, continua il presidente, ha poi la “responsabilità di coinvolgere tanti attori che operano nel settore, che sono spesso separati e talvolta addirittura in contrasto tra loro”. “Noi abbiamo un ruolo super partes, non abbiamo la necessità di compiacere questo o quello- precisa Magnani- dobbiamo stimolare un dibattito imparziale e multidisciplinare, perchè i problemi sono sfaccettati e complessi”. Il presidente pensa anche ad argomenti sempre più discussi come la mitigazione del rischio alluvioni, le nuove tecniche genetiche e la conservazione della biodiversità. Nel raggio d’azione dell’Accademia nel prossimo triennio ci sono inoltre progetti in favore dell’Appennino. La cerimonia di oggi è stata aperta con la consegna della targa storica all’ex numero uno dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Giorgio Cantelli Forti, nominato presidente onorario.
CANTELLI FORTI: “LA CONCORRENZA SLEALE CHE VIENE DA ALTRI PAESI”
“Il problema dell’agricoltura oggi- sostiene Cantelli Forti- è che il timone è passato ad altri, in quanto le logiche sono oggi commerciali e di grandi gruppi internazionali. E’ il risvolto negativo della globalizzazione”. Come Paese, sottolinea il presidente onorario, “siamo per vocazione e per giusti obblighi di legge produttori di materie prime sicure e di alta qualità. Purtroppo la concorrenza sleale che viene da altri Paesi, che non è solo l’utilizzo di materie proibite, ma è anche lo sfruttamento della manodopera e i costi di produzione minori, fa sì che l’agricoltura possa vacillare. Oggi vedo molti agricoltori che alzano le braccia”, lancia l’allarme Cantelli Forti. Che rileva: “Dobbiamo ritornare ai valori. Come Accademia possiamo trasmettere la cultura, la conoscenza e il sapere. E la popolazione deve sapere queste cose prima di operare le proprie scelte”.
CURCIO: “L’AGRICOLTURA È ANCHE MANUTENZIONE DEL TERRITORIO”
Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico ha partecipato anche il commissario alla ricostruzione post-alluvione, Fabrizio Curcio, che dopo la sua prolusione ha ricevuto la targa d’onore dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. L’istituzione “è un punto di riferimento scientifico, accademico e storico del territorio- commenta Curcio- e insieme alle altre strutture contribuisce alla visione che il territorio deve avere nella sua fase di ricostruzione”. L’agricoltura, afferma il commissario, “è un elemento cruciale non solo dell’economia del nostro Paese e di questi territori, ma è un contributo cruciale anche nella conoscenza. Non a caso l’Accademia di Agricoltura nasce dalla conoscenza dei territori”. Inoltre, aggiunge Curcio, “l’agricoltura è anche manutenzione del territorio quindi sicuramente ha un ruolo fondamentale e l’equilibrio tra la fase emergenziale, la fase di ricostruzione e la fase di visione futura deve tener conto dell’aspetto delle aziende agricole”.
La cerimonia è poi proseguita con la consegna dei titoli ai nuovi accademici ordinari e accademici corrispondenti, e con la consegna dei premi ‘Filippo Re’ e ‘Giuseppe Loizzo’ a giovani ricercatori e ricercatrici impegnati nello studio dei cambiamenti climatici e della riduzione della risorsa idrica. Infine, la mattinata si è conclusa con la firma dei protocolli d’intesa con l’Accademia del Lazio Meridionale e il Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
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