domenica, 3 Maggio 26

L’Ucraina vuole chiamare “Donnyland” una porzione del Donbas contesa con la Russia. Per adulare Trump

MondoL’Ucraina vuole chiamare “Donnyland” una porzione del Donbas contesa con la Russia. Per adulare Trump

ROMA – Nei negoziati più recenti sulla guerra in Ucraina è emersa anche un’idea – per ora informale, ma riportata dal New York Times – destinata a far discutere: stanno pensando di chiamare “Donnyland” una porzione contesa del Donbass ancora sotto controllo ucraino ma rivendicata da Mosca. Il soprannome, fusione tra “Donbas” e “Donald”, sarebbe stato utilizzato da alcuni funzionari ucraini durante i colloqui riservati con la mediazione statunitense. Per adulare, anche, Donald Trump.

Secondo fonti a conoscenza dei negoziati, il termine sarebbe stato introdotto inizialmente in tono semi-ironico, con l’obiettivo di attirare maggiore attenzione da parte dell’amministrazione americana e rafforzare il sostegno a Kiev sulle questioni territoriali. L’area in discussione, lunga circa 80 chilometri e larga 65, rappresenta uno dei nodi principali delle trattative.La proposta si inserisce in una dinamica diplomatica più ampia, in cui governi e negoziatori cercano di ottenere l’appoggio degli Stati Uniti anche attraverso iniziative simboliche. In passato, tentativi simili avevano già associato il nome del presidente americano a progetti geopolitici, come infrastrutture o accordi di sicurezza.Nel caso ucraino, l’idea non è mai entrata in documenti ufficiali, ma continua a circolare nelle discussioni, scrive il Nyt. Parallelamente, è stata valutata l’ipotesi di attribuire all’area uno status speciale, come zona demilitarizzata o economica autonoma, non sotto il pieno controllo di Mosca o Kiev. Tra le opzioni discusse anche un’amministrazione internazionale o un meccanismo di governance condivisa.La Russia ha espresso disponibilità solo a condizioni che prevedano una presenza delle proprie forze di sicurezza, proposta respinta dall’Ucraina. Kiev insiste sulla possibilità di difendere il territorio e teme che la sua cessione possa facilitare future offensive russe, anche alla luce delle fortificazioni costruite negli ultimi anni.L’area è fortemente segnata dal conflitto. La popolazione residua è ridotta, l’economia quasi inesistente, con poche attività legate alla presenza militare. Le infrastrutture principali si trovano a ridosso del fronte e sono protette da reti anti-drone.
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