giovedì, 30 Aprile 26

Libano, una collega della giornalista Khalil: “Giustiziata da Israele”

MondoLibano, una collega della giornalista Khalil: “Giustiziata da Israele”

ROMA – “Non posso credere che devo pubblicare un altro video sulla morte di una collega e di un’amica: Amal Khalil, corrispondente di Al-Akhbar, una delle voci più forti sulla verità del Libano, è stata giustiziata dall’esercito israeliano in un attacco aereo mirato”. Inizia così il video della fotoreporter olandese-britannica Courtney Bonneau, registrato ieri da Beirut, dopo l’uccisione della giornalista libanese Amal Khalil, 43 anni, in un raid dell’esercito israeliano nella città di Tayri. Bonneau denuncia “l’attacco mirato” alla collega, ricostruendo la vicenda: “Dopo che Amal si è trovata di fronte all’attacco di un drone, con l’altra collega con cui stava[Zainab Faraj, ndr] ha cercato rifugio all’interno di un’abitazione. Due uomini sono morti in quel raid”. Bonneau continua: “Quando Amal e Zainab sono entrate, Amal è riuscita a contattare i suoi colleghi per dirgli dove era: tutti lo sapevano, la Croce rossa, Unifil, alcune persone all’interno del governo. L’esercito israeliano ha impedito alla Croce rossa di raggiungerle sparando pallottole reali e granate stordenti. Dopodiché, hanno colpito la casa in cui si stavano rifugiando. Non ci sono errori, questo è stato un flagrante omicidio, un’assassinio mirato. L’esercito ha commesso diversi flagranti crimini di guerra nell’ambito di questo incidente”. In un altro post su X, la fotografa ha riferito che Amal Khalil “non era solo una collega, era una mentore e un’ispirazione”, che “spesso mi inviava messaggi per ricordarmi che quello che faccio è importante. Nei giorni più difficili, quei messaggi volevano dire il mondo”.

Dalla ripresa delle ostilità tra Hezbollah e Israele, in Libano almeno sette giornalisti sono rimasti uccisi negli attacchi, oltre una ventina dall’escalation seguita al 7 ottobre 2023. Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), condannando quest’ultimo lutto, ha denunciato che, oltre all’ambulanza, Israele ha ostacolato anche le operazioni per estrarre la donna da sotto le macerie della casa colpita dal raid, un fatto che “potrebbe costituire un crimine di guerra”. L’associazione internazionale ricorda poi che la giornalista “avrebbe ricevuto una minaccia di morte diretta attribuita alle Forze di difesa israeliane (Idf) nel settembre 2024, sollevando seri dubbi su un possibile attacco mirato israeliano”. La collega Zainab Faraj è stata trovata ancora in vita dai soccorritori e trasportata in ospedale.
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