ROMA – Italia, Gran Bretagna, Germania e altri paesi europei, sempre più nel mirino della Russia. A parlare chiaro è l’ambasciatore plenipotenziario del ministero degli Esteri russo, Rodion Miroshnik, ripreso dall’agenzia di stampa russa Tass. “I siti di produzione di armi europee per l’Ucraina sono obiettivi militari- ha spiegato- e l’Europa è direttamente coinvolta nella guerra (…) e se i governi di questi paesi (europei) credono che ospitare obiettivi militari sul loro territorio sia sicuro per la loro popolazione, che rimanga sulla loro coscienza”.
Ma gli impianti di produzione di armi che supportano il ‘nemico’, non sono l’unica nota dolente. L’ambasciatore incolpa gli Stati Ue anche di aver provveduto alla formazione dei militari ucraini, aggiungendo che “alcuni paesi usano i loro territori come depositi logistici per le armi consegnate ai militanti ucraini”. Condizione questa, che rende “questi paesi non neutrali” se si prende come riferimento la “Convenzione dell’Aja del 1907”.
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