ROMA – “Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.
“Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce”.
“Qualora emergesse la falsità di alcuni elementi sottoposti al Quirinale, saremmo di fronte a un segnale evidente di superficialità nella gestione di un procedimento di massima sensibilità costituzionale. Un atteggiamento che equivarrebbe al tradimento del rapporto fiduciario istituzionale con il Quirinale da parte del ministro Nordio, che rappresenta il vertice della nostra Repubblica e il garante della Costituzione. Sarebbe inaudito. Ma già il fatto che ne stiamo discutendo è estremamente grave: Meloni non può far finta di nulla. Le responsabilità politiche sono chiare e non si tratta di una questione tecnica, ma di una questione istituzionale e politica di primissimo piano. Non c’è più tempo da perdere: Nordio deve fare un passo indietro”, conclude la democratica.
NORDIO: “SERRACCHIANI PRIMA DI CHIEDERE DIMISSIONI RILEGGA CODICI”
“Prima di chiedere le mie dimissioni l’on. Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l’art. 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in risposta a Debora Serracchiani che ne ha invocato le dimissioni in merito al caso Minetti.
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