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Crans Montana, Fontana-Bertolaso: “Richieste fuori luogo, non paghiamo”. La Svizzera: “Gli accordi europei vanno rispettati”

MondoCrans Montana, Fontana-Bertolaso: “Richieste fuori luogo, non paghiamo”. La Svizzera: “Gli accordi europei vanno rispettati”

di Nicola Mente e Redazione

MILANO – Regione Lombardia respinge la richiesta di far pagare all’Italia le spese mediche per alcuni ragazzi italiani feriti nel rogo del locale ‘Le Constellation’ a Crans Montana. A margine della presentazione del progetto di adeguamento tecnologico del servizio Next Generation eCall, nell’ambito del Numero Unico Europeo 112 e del servizio Real-Time Text, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana parla di richiesta “abbastanza inopportuna e anche direi qualcosa di più, fuori luogo, tenuto conto delle condizioni nelle quali si è verificato il dramma”. Per Fontana “è stato qualcosa che si doveva evitare”, anche se “il nostro governo risponderà come doveroso”.

L’ASSESSORE AL WELFARE: “UN ERRORE GROSSOLANO, POTEVANO ASTENERSI PER EDUCAZIONE”

Più duro l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso: “È stato sicuramente un errore grossolano, un’azione sbagliata sotto tutti i punti di vista. Qualcuno parlava di reciprocità, quindi se noi vogliamo i malati svizzeri, loro devono curare i malati italiani, ma non è questo il problema: è un problema di natura etica”. Bertolaso lega la richiesta al contesto della tragedia: “Qui siamo di fronte a una strage che, lo sanno tutti, doveva e poteva essere evitata. Siamo anche di fronte, visto che abbiamo visto dei soccorsi che non sono stati particolarmente efficaci ed efficienti. Abbiamo visto molti ragazzi che sono stati soccorsi fuori da quel luogo maledetto da dei passanti o addirittura dai genitori”. E ancora: “Molti di questi ragazzi sono stati portati in ospedale non dalle ambulanze, ma dagli stessi genitori oppure con macchine di civili. Qui non ha funzionato nulla come un orologio svizzero, qui è stato tutto sbagliato dall’inizio alla fine”. Per questo, aggiunge, “per pudore, per educazione e per correttezza potevano benissimo astenersi da fare questa manovra assolutamente inaccettabile”.

“NESSUNA INTENZIONE DI PAGARE ALCUNCHÈ”

Sulla possibilità di pagare, la risposta è netta: “Loro possono fare quello che vogliono, è chiaro, ma noi non abbiamo la minima intenzione di pagare alcunché”. Bertolaso richiama poi la fondazione istituita dal governo svizzero, “nell’ambito della quale io sono presente perché sono stato designato da tutti i parenti delle vittime e dei feriti, quindi rappresento proprio quella che è stata la parte coinvolta in questa tragedia”.E conclude: “State tranquilli che mi occuperò io di questo problema per gestire questo genere di situazioni. Voglio sperare che questa polemica si spenga, che si metta una parola di pace su questa vicenda”.

LA SVIZZERA: “GLI ACCORDI EUROPEI SULL’ASSISTENZA SANITARIA VANNO RISPETTATI”

L’invio delle parcelle mediche alle famiglie dei feriti italiani nel rogo di Crans Montana è diventato un vero e proprio caso politico su cui nei giorni scorsi è intervenuta anche la stessa premier, Giorgia Meloni. Ma Berna sembra decisa a “tirare dritto”: l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) ha infatti confermato che le spese mediche per i feriti italiani dovranno essere rimborsate dal nostro Ministero della Salute. Doris Bianchi, direttrice dell’Ufas, intervistate dall’emittente svizzera Rsi ha ammesso l’errore dell’invio delle fatture all’indirizzo delle famiglie ma “gli accordi europei in materia di assistenza reciproca vanno rispettati”, ha puntualizzato, ricordando che gli ospedali svizzeri, nel caso di cure a cittadini europei, viene prima liquidato dalla mutua svizzera che poi si rivale sul sistema sanitario del Paese di origine.
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