ROMA – Una persona è stata uccisa in un raid dell’esercito israeliano nel sud del Libano dall’alba di oggi, come riferisce l’agenzia di stampa Nna. Una vittima che va ad aggiungersi alle 14 di ieri, nonostante Israele abbia accettato la proroga del cessate il fuoco del 16 aprile raggiunta con le autorità di Beirut, tramite la mediazione degli Stati Uniti. L’uccisione è avvenuta in un raid nella città di Qalila, nel distretto di Tiro.
Ieri, il ministro della Salute libanese ha annunciato che le vittime dal 2 marzo scorso hanno superato quota 2.500: ieri ne risultavano 2.509, tra cui un centinaio tra medici, infermieri e paramedici, a cui si devono aggiungere 7.755 feriti. E’ il governatorato di Nabatieh il più interessato, con 1.012 morti e 3.099 feriti. Inoltre, sei ospedali sono stati danneggiati negli attacchi e quattro hanno dovuto chiudere. Il 24 aprile, le Nazioni Unite hanno confermato che gli sfollati interni restano oltre un milione. Continuano poi gli ordini di sfollamento e le demolizioni illegali dei villaggi a sud.
Nel fine settimana anche il gruppo politico militare Hezbollah ha rivendicato diversi attacchi sia contro postazioni militari dell’esercito israeliano nel sud del Libano, in particolare nella cosiddetta ‘zona cuscinetto’, sia nel nord di Israele. I media libanesi riferiscono della morte di un soldato israeliano.
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