ROMA – Si parla di lei e della grazia che avrebbe ottenuto (pare) indebitamente dal ministero della Giustizia. Ora Nicole Minetti, l’ex igienista dentale diventata famosa per lo scandalo Ruby che coinvolse Silvio Berlusconi, decide di parlare. Con una nota. E prima di tutto attacca chi, in questi giorni, ha diffuso informazioni sul figlio che ha in affido, che in quanto minorenne è stato oggetto di “una esposizione mediatica indebita”.
“ESPOSIZIONE MEDIATICA INDEBITA PER MIO FIGLIO”
“Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica”, si legge nella nota di Minetti. “Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori”.
MAI INDAGATA IN URUGUAY
Nella nota, Nicole Minetti precisa di “non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna”.
LE CURE AL FIGLIO A BOSTON
Uno dei temi ‘caldi’ di cui si sta discutendo in queste ore sono gli ospedali in cui sarebbe stato seguito il figlio, dopo che l’ospedale di Padova ha smentito di aver prestato le cure e dopo la notizia che non ci traccia del minore neanche nel database dell’ospedale San Raffaele di Milano. “Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili. In tale contesto è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso”.
MINETTI: “ADOZIONE AVVENUTA SECONDO LA LEGGE”
“Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto”, scrive ancora Nicole Minetti. “L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato”. E conclude: “Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori”.
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