giovedì, 30 Aprile 26

Prodi contro l’Ue: “Non media nulla, neanche in Ucraina. L’esercito comune è urgente”

PoliticaProdi contro l’Ue: “Non media nulla, neanche in Ucraina. L’esercito comune è urgente”

BOLOGNA – “Sono rimasto molto stupito di come la guerra in Ucraina abbia scaldato l’europeismo a metà. Ha scaldato un europeismo abbastanza mobilitante sotto l’aspetto militare, ma non ha scaldato l’europeismo sotto l’aspetto politico, eppure era chiaro che questo toccava i grandi problemi futuri dell’Europa”. E tuttora “l’Europa non è ancora riuscita a scaldare i cuori dicendo ‘o ci mettiamo assieme o siamo finiti'”.

Lo afferma Romano Prodi partecipando a Bologna alla presentazione del libro “Difendere la libertà”, di Carlo Calenda.

“Non contiamo nulla negli ultimi grandi avvenimenti. Non abbiamo fatto i mediatori in Ucraina, non abbiamo fatto e non stiamo facendo i mediatori nella guerra terribile in Iran, non abbiamo fatto i mediatori in Israele”, rileva l’ex premier e presidente della commissione Ue.

Eppure “il prodotto nazionale americano è di 29.000 miliardi di dollari, quello europeo è di 28.000 miliardi di dollari. Se ci mettiamo la Norvegia, la Svizzera e la Gran Bretagna, che non sono Unione Europea ma sono dello stesso giro, noi siamo a 34.000 miliardi. Abbiamo la stessa potenzialità degli Stati Uniti e questi ci sfottono dicendo ‘l’Europa gigante economico, nano politico e verme militare’.

Questa è la definizione che mi sento buttare addosso quando si parla di queste cose”, sottolinea Prodi. Per quanto riguarda poi l’esercito europeo, “si può fare solo se Francia e Germania decidono insieme questo, perché sono i motori trainanti dell’Ue e noi abbiamo una cosa per il futuro drammatica: che la Germania finora ha avuto la leadership economica e la Francia quella politica. Quando sono andate insieme come fratelli l’Europa ha fatto progressi, anche perché l’Italia ha sempre spinto nella direzione giusta”.

Ma guardando ai prossimi anni, grazie in particolare agli investimenti militari della Germania, “abbiamo una potenza di difesa strepitosa, se ci mettiamo insieme, ma si può avere un esercito comune in cui un Paese paga e l’altro comanda?”.

Il punto è che “se non mettiamo insieme alcuni grandi Paesi guidati da Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia- aggiunge l’ex premier- l’esercito europeo non lo riusciamo ad avere, questo è il dramma politico”. Perchè “se non facciamo la difesa comune- continua Prodi- ci troveremo di fronte alla necessità di spendere un sacco di soldi senza nessun effetto di difesa”, dovendo “mantenere 27 stati maggiori diversi, 27 eserciti diversi e 12 tipi di carrarmati”.
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