ROMA – Due terzi del territorio della Striscia di Gaza è sotto il controllo dell’esercito israeliano e nel restante 11% i militari starebbero spingendo migliaia di sfollati: lo riferisce l’agenzia Reuters, alla luce delle nuove mappe fornite a metà marzo a due organizzazioni umanitarie. Ora, in condizioni di anonimato, queste organizzazioni le hanno affidate all’agenzia Reuters per denunciare l’ampliamento della linea gialla israeliana – la zona cuscinetto imposta con gli accordi di cessate il fuoco di ottobre – dove sono di stanza le forze israeliane e dove i combattimenti possono proseguire, insieme a una zona “grigia” di “transito”. Insieme, queste areecoprono due terzi del Territorio dell’enclave. L’esercito, hanno chiarito gli organismi umanitari, non ha reso pubbliche queste nuove cartine. Oltre all’estensione della linea gialla, si osserva una seconda linea, di colore arancione, che si trova ben oltre la linea gialla e costituisce l’11% del territorio. Il tratto di terra nel mezzo sarebbe “un’area di traffico” per gli aiuti umanitari, dove le organizzazioni possono transitare previo coordinamento con i militari per ragioni di sicurezza. Tale disposizione, avrebbe chiarito l’Idf, non riguarderebbe i civili. Tuttavia, da metà marzo sui sono rimasti uccisi tre operatori umanitari: due dell’Unicef e uno dell’Oms.
I TIMORI PER LA POPOLAZIONE DELLA ZONA CUSCINETTO
A fine marzo, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “A Gaza, più della metà del territorio della Striscia è sotto il controllo israeliano. Siamo noi ad attaccare” ha aggiunto, in riferimento ad Hamas, “e siamo noi a sorprendere i nostri nemici”. Non è chiaro se l’ampliamento della zona cuscinetto stabilita nell’accordo di cessate il fuoco del 10 ottobre scorso sia stato concordato con gli Stati Uniti, che hanno mediato quell’intesa, promuovendo anche la creazione del Board of Peace, una piattaforma ideata dal presidente Donald Trump per la ricostruzione della Striscia che è stata approvata dalle Nazioni Unite, ma che non implica un loro coinvolgimento. La nuova suddivisione di Gaza ha sollevato timori per il coinvolgimento dei civili rimasti nella zona cuscinetto e in quella compresa tra le linee gialla e arancione. Si temono inoltre nuove restrizioni alla distribuzione degli aiuti che, nonostante la tregua, resta scarsa. La rivelazione delle nuove mappe avviene proprio mentre decine di imbarcazioni della nuova missione civile e nonviolenta della Global Sumud Flotilla – che vuole portare aiuti umanitari rompendo il blocco illegale di Israele sulle acque di Gaza – sono state intercettate dalla marina israeliana. Dall’avvio dell’offensiva israeliana del 7 ottobre 2023 – in risposta all’attacco di Hamas nel sud di Israele, che causò oltre un migliaio di vittime – Israele è sotto accusa per il blocco alle forniture vitali all’interno di Gaza, con la chiusura dei valichi di frontiera, e per la distruzione di impianti idrici, energetici, di desalinizzazione, nonché di strade, ospedali e centri produttivi. Anche per questa ragione Netanyahu è ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini contro l’umanità.
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