ROMA – “Quelle di Buttafuoco sono parole che aveva pronunciato il Presidente della Repubblica ed è un po’ inopportuno, perché dove ci sono polemiche bisogna proteggere chi rappresenta l’unità della nazione. In generale, si doveva parlare di arte e si sta parlando di arte di regime, cioè l’arte della Russia putinista che è presente a Venezia dopo 4 anni grazie a un accordo fatto alle spalle del governo. Biennale e Russia hanno avuto tempo per accordarsi sui termini e aggirare le sanzioni. Tecnicamente ritengo sia plausibile il fatto che nella preview la Russia ha aperto un padiglione che poi chiuderà. Poi c’è il giudizio politico, storico, morale”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso di una intervista a Sky TG24 Live in Roma, in corso al Teatro di Villa Torlonia.
GIULI: PRESENZA RUSSIA POTEVAMO METTERLA IN NEGOZIATI PER CESSATE IL FUOCO
Il ministro della Cultura, sottolinea che “il governo è stato chiaro, la Biennale è autonoma e autonomamente sbaglia. Noi non siamo d’accordo, ma la Biennale è autonoma. Poi, questa decisione ha innescato una serie di reazioni che hanno coinvolto anche l’Europa e la dissidenza russa e alcune illustri personalità che hanno deciso di non partecipare. In generale ritengo che sia stata una grande occasione mancata: se avessimo fin dal principio, come governo e come istituzioni internazionali, potuto conoscere i termini della questione, avremmo potuto perfino metterla al tavolo del negoziato per il cessate il fuoco, e forse realisticamente posso dire che avremmo anche ottenuto qualcosa come la liberazione di qualche centinaio di bimbi rapiti in Ucraina dai russi. Tutto questo non potrà avvenire e spero che tutto verrà lasciato alle spalle quanto prima e che si torni a parlare di arte nella splendida Venezia e alla Biennale, a cui noi continuiamo a voler bene”.
GIULI: POST SALVINI? PENSAVO FOSSE AUTOCRITICA SU SUO ASSENTEISMO A MIT
“La verità è che quando ho visto il post di Salvini ho frainteso e ho pensato che Salvini facesse autocritica per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero. Poi ho capito che non era autocritica sull’assenteismo e rispetto la sua posizione che è condivisa da tante altre persone. Non mi pare un caso molto importante il fatto che Salvini prediliga la Biennale non del dissenso e non della ‘disiformatia’”. Così il ministro Giuli riferendosi al post in cui Matteo Salvini, a proposito della Biennale, ha dichiarato: “Gli assenti hanno sempre torto. Viva l’arte libera e coraggiosa!”. Giuli ha continuato dicendo che “c’è un fronte che questa ‘disinformatia’ se l’è bevuta che va da Che Guevara a Madre Teresa, diceva Jovanotti, da Tomaso Montanari a Forza Nuova, passando per Renzi. È un’altra vittoria della Russia”.
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