Roma, 7 mag. (askanews) – Rendere il sistema penitenziario più sicuro, efficiente e al passo con le trasformazioni della società: è questa la sfida del convegno “Polizia penitenziaria moderna: coordinamento delle specialità ed efficienza del sistema”, promosso da DirPolPen, l’associazione nazionale sindacale dei Funzionari di polizia penitenziaria che, nel corso dell’incontro, ha presentato il nuovo modello di gestione volto a rafforzare il sistema carcerario a tutela di cittadini, detenuti e operatori.
La segretaria nazionale Dirpolpen, Daniela Caputo, ha spiegato: “Il riassetto organizzativo della Polizia Penitenziaria rappresenta un’evoluzione naturale e indispensabile. Rafforzare la dirigenza di polizia e migliorare il coordinamento delle specialità significa aumentare la capacità dell’Amministrazione di operare con chiarezza, efficienza e responsabilità. Questo si traduce in migliori condizioni di lavoro per il personale, maggiore sicurezza negli istituti e una gestione più efficace dei programmi rieducativi”.
Il modello proposto si fonda su alcuni punti chiave: un rafforzamento della sicurezza attraverso strutture specializzate e un presidio più capillare degli istituti; una maggiore efficienza organizzativa, in linea con le altre Forze di polizia, con ottimizzazione delle risorse; una tutela equilibrata di tutti gli attori del sistema: cittadini, operatori penitenziari e detenuti.
L’evoluzione del corpo di polizia penitenziaria – si spiega in una nota – rappresenta quindi un vantaggio concreto per chi lavora negli istituti penitenziari, per le persone detenute e per la sicurezza complessiva del Paese. Modernizzare significa infatti coniugare fermezza e umanità, sicurezza e rieducazione, rendendo il carcere non solo più sicuro ma anche più dignitoso e funzionale.
Nel corso del convegno è stata inoltre evidenziata l’importanza dell’integrazione operativa tra polizia penitenziaria, altre Forze di polizia e magistratura, quale elemento essenziale per costruire un sistema penitenziario realmente efficace e percepito come presidio di legalità dall’intera collettività. L’iniziativa si propone come contributo costruttivo al decisore politico, offrendo spunti concreti per sostenere un percorso di riforma necessario per il sistema penitenziario e, più in generale, per la sicurezza e la qualità civile del Paese. Una transizione controllata verso un modello di gestione che guarda al futuro con una Polizia Penitenziaria protagonista del sistema sicurezza, capace di coniugare fermezza nelle regole e umanità nei trattamenti.
