ROMA – C’è un modo per fare politica estera senza convocare un vertice, senza scrivere un documento programmatico, senza attendere il consenso degli alleati. Basta invitare una persona a Madrid e appuntarle una medaglia al petto. È quello che ha fatto Pedro Sánchez oggi, ricevendo nel palazzo della presidenza del governo spagnolo Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, e conferendole l’Ordine del Merito Civile.
Il conferimento dell’onorificenza da parte di Sánchez è il gesto più esplicito compiuto finora da un capo di governo europeo a sostegno di Albanese. Pedro Sánchez ha scritto su X: “La responsabilità pubblica implica anche l’obbligo morale di non girarsi dall’altra parte. È un onore conferire l’Ordine del Merito Civile a una voce che sostiene la coscienza del mondo”.
Il gesto è arrivato a un giorno di distanza dalla richiesta formale di Sánchez alla Commissione europea di attivare lo “Statuto di blocco” dell’Unione, il meccanismo creato per neutralizzare sul territorio europeo gli effetti di sanzioni extraterritoriali imposte da paesi terzi, in questo caso, per le sanzioni alla relatrice Onu da parte degli Stati Uniti. Il punto di rottura con Washington è arrivato nel giugno 2025, quando Albanese ha presentato all’ONU un rapporto intitolato “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”.
Il documento citava oltre quaranta aziende private, tra cui colossi americani come Google, Microsoft, Amazon e Lockheed Martin, accusandole di sostenere direttamente o indirettamente l’esercito israeliano e l’occupazione dei territori palestinesi. il governo degli Stati Uniti ha risposto imponendo sanzioni personali contro Albanese, inserendola nella lista delle Specially Designated Nationals. Misure che includono il divieto di ingresso negli USA e il congelamento dei beni, strumenti solitamente riservati a leader di paesi considerati ostili, non a funzionari delle Nazioni Unite.
(Foto da X)
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
