venerdì, 9 Ottobre 26

VIDEO | “Bevi, guida, muori”: studenti in campo con canzone-poster

PoliticaVIDEO | “Bevi, guida, muori”: studenti in campo con canzone-poster

BOLOGNA – Tre manifesti con messaggi molto diretti: “Corri, guida, muori”; “Bevi, guida, muori”; “Chatta, guida, muori”. E una canzone dal titolo “Il peso di una vita”, che tra i suoi versi dice: “L’auto è un’arma carica, la guidi come una pistola” oppure “il peso di una vita sopra la mia coscienza, ho perso la partita per la mia impazienza”. Ecco i risultati di un progetto sulla comunicazione stradale che a Bologna ha coinvolto 60 studenti delle superiori tra l’istituto Fantini (Vergato), l’istituto Aldini Valeriani e il liceo musicale Lucio Dalla del Laura Bassi.

L’iniziativa rientra nel progetto “Mobilità sicura” della Città metropolitana e del Comune di Bologna, promosso da Anci in collaborazione con Upi e con il sostegno del dipartimento per le Politiche antidroga della presidenza del Consiglio. Gli incontri e i laboratori di educazione stradale sono stati guidati dalla Fondazione Michele Scarponi, dedicata al ciclista professionista morto nel 2017 dopo essere stato investito da un furgone mentre si allenava nelle Marche: è attorno alla sua storia che si sono sviluppate le discussioni con gli studenti. Con la collaborazione dell’agenzia di comunicazione Sottosopra, dunque, le classi con indirizzo grafico del Fantini e dell’Aldini Valeriani hanno progettato i materiali della campagna di comunicazione visiva. Gli studenti del liceo musicale Lucio Dalla, invece, hanno composto e prodotto una canzone originale: la musica è stata curata da Eric Koci, Leone Ferrari, Niksa Gurioli, Giorgio Maldini, Stefano Cozzo, Leonardo Guidi e Nicholas Guz Sciarappa; il testo da Aurora Saccà, Michele Spinabelli, Leone Ferrari, Eric Coci e Erica Rubinetti.

“La violenza stradale è la prima causa di morte per i ragazzi e le ragazze sotto i 29 anni”, ricorda Simona Larghetti, delegata metropolitana alla Sicurezza stradale, che oggi al liceo Laura Bassi ha partecipato alla presentazione dei risultati del progetto insieme agli studenti coinvolti: ma di questo “forse si parla troppo poco e quindi avevamo bisogno di capire come guardare questo fenomeno con i vostri occhi e come riuscire a comunicarlo in un modo che sicuramente è molto forte e impattante”. La campagna di comunicazione visiva, così, porterà sulle strade di Bologna “un messaggio estremamente chiaro- aggiunge Larghetti- perché quello di cui abbiamo bisogno è non tanti fronzoli ma di andare dritti al punto”.

L’obiettivo di iniziative come questa “è sempre quello di salvare vite umane e abbiamo chiesto ai ragazzi di darci una mano”, afferma Marco Scarponi, che guida la Fondazione intitolata al fratello. Gli studenti, così, “attraverso l’arte, le emozioni e anche la ragione- continua Scarponi- hanno prodotto una nuova campagna di sensibilizzazione, vera e concreta”. Nata dalla vicenda di Michele, perchè “parlare di numeri è facile ma quando diciamo 3.000 morti e 17.000 feriti gravi- continua Scarponi- sì, è una cosa che ci colpisce, ma fino ad un certo punto. Quando raccontiamo una di queste storie, invece, questo ci cambia la vita”. Da qui il confronto con gli studenti, costruito attorno “a un principio fondamentale: che nessuno sulla strada è un automobilista, un pedone, un ciclista, un motociclista o un camionista- aggiunge Scarponi- ma siamo tutti, innanzitutto, persone”.
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