BUDUA (MONTENEGRO) – Un piccolo robot fa il suo ingresso in sala e guadagna il palco, da dove con voce impostata ma allegra, in inglese dice: “Welcome to Montenegro! Benvenuti! Vi auguro un incontro produttivo e un piacevole soggiorno”. Si chiama Fibot 1.0 ed è tra i protagonisti della ventesima Sessione plenaria dell’assemblea Parlamentare del Mediterraneo (Pam), ospitata dal Parlamento del Montenegro a Budua, cittadina costiera a una settantina di chilometri da Podgorica.
L’ASSISTENTE ROBOTICO DEI PARLAMENTARI ALLA PAM, CHI È
L’androide, che accoglie gli oltre 350 delegati da 35 Paesi europei, nordafricani e del Golfo, è espressione del crescente interesse delle autorità del Montenegro per le nuove tecnologie. A “invitare” Fibot 1.0 è stato infatti il Parlamento montenegrino: “Abbiamo vinto una competizione nazionale di robotica e da lì è nata la collaborazione col parlamento, che ha dimostrato un grande interesse per il nostro robot e la digitalizzazione per rispondere alle necessità dei parlamentari” spiega all’agenzia Dire Marina Braletic, project manager di Five Group, l’azienda che ha dato vita al robottino. Fondata nel 2021 a Podgorica, ha già oltre cinquanta dipendenti nel Paese e punta soprattutto sui giovani: “Offriamo stage e borse di studio- spiega Braletic- e tra i nostri assunti alcuni ragazzi devono ancora completare gli studi”. Un elemento significativo, in un Paese di circa 600mila abitanti in cui la disoccupazione giovanile sfiora il 25%, sebbene quasi la metà degli under 45 sia in possesso di una laurea.
PER ORA SOLO UN PROTOTIPO, “PUNTIAMO A PRODURNE ALTRI ENTRO L’ANNO”
“Fibot è già molto conosciuto nel Paese- prosegue la project manager-, si tratta di un prototipo: abbiamo acquistato l’hardware (cioè la struttura, ndr) dall’estero, ma il software è opera nostra al 100% e puntiamo a svilupparne altri. Inoltre, intendiamo produrre anche robot umanoidi entro la fine dell’anno”.Fibot 1.0 è dotato di ruote con cui spostarsi tramite un comando a distanza, mentre interagisce con l’utente tramite uno schermo frontale. Grazie all’Ia, metterà a disposizione degli strumenti che coadiuveranno parlamentari e funzionari a svolgere compiti amministrativi, fungerà da guida per i visitatori e, soprattutto, fornirà un archivio digitalizzato dei dibattiti parlamentari in corso e dei discorsi storici tenuti nell’emiciclo.
UN FIBOT PRESTO OPERATIVO AL PARLAMENTO MONTENEGRINO
“L’obiettivo mio e del presidente del Parlamento Andrija Mandic è quello di avvicinare la gente, soprattutto i giovani” dice ancora alla Dire Boban Stanisic, segretario generale del Parlamento montenegrino, convinto che quest’ultima sia “la casa per tutti i cittadini e con l’azienda di Fibot – fatta perlopiù da giovani – abbiamo siglato un accordo per svilupparne uno ad hoc per il Parlamento entro la fine dell’anno. L’Ia dovrebbe entrare in tutti i parlamenti ma non bisogna dimenticare i rischi che ne derivano, lo vediamo nello sforzo dell’Ue per regolarne l’uso”. Insomma, “strumento di democrazia sì”, ma con cautela.
IL SIMULATORE CHE INSEGNA A PILOTARE UNA NAVE, IL VISORE 3D PER ESPLORARE RELITTI: GLI ALTRI PROGETTI
Oltre ai robot, sono tante le opportunità di collaborazione che aziende come Five Group possono avviare col settore pubblico e privato, in ambiti come l’istruzione, la cultura o l’intrattenimento. Lo dimostrano altri progetti che l’azienda di informatica ha portato tra i corridoi della 20a Sessione plenaria della Pam, a partire dal Boka Bay Simulator, sviluppato con la Facoltà di scienze marittime dell’Università del Montenegro: comandi manuali collegati a uno schermo che offre le dimensioni del panorama della Baia in scala 1:1, “permettono di imparare a pilotare un’imbarcazione sperimentando in modo completamente realistico le diverse condizioni atmosferiche, i vari moti ondosi, i movimenti del natante e altro” riprende Marina Braletic, “e così non sarà necessario andare veramente in mare per imparare a pilotare”.Il progetto Thiani promette invece di entrare nelle scuole o nei musei: con un visore 3D, consente di esplorare reperti storici che giacciono su fondali marini inaccessibili, come il relitto di una nave affondata nel 1917 a largo dell’isola di Mamula. Darijan Hadzisalihovic, 3D artist, spiega: “Puntiamo a sviluppare almeno una ventina di simulazioni di navi affondate come questa. Ce ne sono tante lungo le coste del Montenegro, dall’epoca della Grecia antica, dell’impero romano, o delle guerre mondiali. Ce ne sono persino nel lago di Scutari”. Hadzisalihovic conclude: “Non tutti i relitti hanno un valore storico ma costituiscono comunque un patrimonio culturale che vale la pena conoscere”.
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