CAGLIARI – “I rincari per le tensioni in Medio Oriente? C’è qualcosa che l’Europa può fare subito: togliere le tasse folli che ha imposto su alcuni prodotti che non abbiamo, per esempio i fertilizzanti”.
Così Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, oggi a Cagliari per l’assemblea di Coldiretti Sardegna.
“Le normative che riguardano l’aggiunta di costi per l’approvvigionamento di strumenti produttivi sono, a nostro avviso, sempre sbagliate- le parole del ministro in un punto stampa-. Ma in questa fase sono ancora più sbagliate, e l’Europa le può eliminare subito”. Inoltre, spiega Lollobrigida, “abbiamo chiesto di aprire le maglie della spesa europea: perché in una fase normale ovviamente si deve lavorare all’efficientamento, alla riduzione del debito. In fasi straordinarie, come queste, bisogna intervenire per aiutare le nostre imprese a resistere. Perché se tu indebolisci il tuo sistema produttivo non recuperi la desertificazione a cui si va incontro”.
In generale, aggiunge il ministro, c’è una “preoccupazione importante, ma tutte le crisi di carattere internazionale, e in questi anni ne abbiamo viste tante, le abbiamo affrontate innanzitutto intervenendo a sostegno delle imprese, per quanto mi riguarda quelle agricole. L’Italia è una delle poche nazioni che per esempio mantiene l’incentivo sul gasolio agricolo per quasi un miliardo, che permette ai nostri agricoltori di sostenere i costi di un elemento che serve alla produzione, anzi è indispensabile”
In questa fase, ricorda il ministro, “abbiamo fatto ulteriori interventi, perché serviva ancora di più calmierare il costo del carburante: l’intervento sul credito d’imposta, che abbiamo mantenuto del 20% sia per gli agricoltori che per i pescatori, ha alleviato una delle criticità. Altre questioni sono di natura europea, per esempio il costo dei fertilizzanti che cresce in maniera esponenziale”.
Per Lollobrigida “siamo in ritardo in Europa sulla sovranità alimentare, quella che abbiamo rilanciato come governo, che prevede anche di dotarsi di strumenti per superare crisi che non sono indotte dal tuo comportamento, come quella della chiusura di Hormuz. Quindi dobbiamo tornare a garantire la possibilità di avere delle catene di approvvigionamento più solide, anche di carattere europeo e nazionale”.
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