venerdì, 9 Ottobre 26

Rivoluzione a scuola: in classe già dal 31 agosto. Ecco dove

PoliticaRivoluzione a scuola: in classe già dal 31 agosto. Ecco dove

BOLOGNA – Una risposta concreta alle famiglie che, ogni anno, si trovano a fare i salti mortali per gestire i figli nelle prime settimane di settembre. L’Emilia-Romagna lancia il piano sperimentale per riaprire le scuole primarie dal 31 agosto al 14 settembre. Nessun cambio forzato al calendario scolastico ufficiale (ipotesi che aveva sollevato il muro degli imprenditori del turismo in Romagna) e nessuna ripercussione sui docenti: il servizio si rivolgerà ai bambini dai 6 agli 11 anni, sarà su base volontaria e vedrà il coinvolgimento di cooperative ed educatori esterni.

Quindi fino all’apertura ufficiale della scuola prevista, in Emilia-Romagna, per il 15 settembre, le scuole primarie potranno rimanere aperte grazie a progetti realizzati dai Comuni e sostenuti dalla Regione con 3 milioni di euro. Con un’offerta di servizi extrascolastici che potrà prevedere attività quali laboratori, sport, musica, creatività, gioco, assistenza. E l’obiettivo di rendere la misura strutturale e diffusa su tutto il territorio regionale a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Saranno coinvolti, in questa prima fase di sperimentazione, i territori delle aree Atuss, le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, 42 Comuni e Unioni di Comuni.

Le attività, articolate nella mattinata, offriranno alle bambine e ai bambini esperienze sportive, culturali ed educative pensate per accompagnarli verso il nuovo anno scolastico in un clima di relazione, scoperta e benessere, sostenendo così i genitori nella conciliazione vita-lavoro. Le scuole diventeranno spazi aperti alla comunità, capaci di accogliere i più piccoli in un periodo spesso privo di servizi e opportunità diffuse. Un progetto che vuole trasformare il tempo che precede l’avvio dell’anno scolastico in un’occasione di crescita, socialità e sostegno concreto alle famiglie.

“Una misura che si propone di ampliare le opportunità educative di qualità e, allo stesso tempo, di offrire una risposta concreta alle esigenze e ai bisogni delle famiglie emiliano-romagnole- dichiarano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti-. Grazie a questa prima fase di sperimentazione potremo mettere a punto nuovi servizi per i nostri alunni e alunne delle scuole primarie, con l’obiettivo di rendere strutturale l’offerta educativa a partire dal 2027, estendendola a tutti i Comuni della nostra regione che vorranno aderire”.

Anche l’assessore alla Scuola del comune di Bologna, Daniele Ara, ha confermato che si sta già sondando la disponibilità dei presidi: “Siamo a metà maggio, ma è un’opportunità che cogliamo sin da ora. L’obiettivo è mappare i quartieri e partire dalle aree cittadine che oggi offrono meno alternative a settembre”.

Ma i sindacati frenano: “Mancano i bidelli”, si legge su Repubblica. Infatti, se la politica festeggia, il mondo della scuola esprime forti perplessità sul fronte soprattutto del personale. A lanciare l’allarme sono Cisl e Cgil, preoccupate per i tagli all’organico dei collaboratori scolastici in vista del prossimo anno: i posti in regione scenderanno da 9.056 a 8.944 (112 lavoratori in meno). Secondo i sindacati, questa carenza rischia di compromettere la vigilanza ordinaria, la sicurezza dei plessi e, soprattutto, l’assistenza agli alunni con disabilità. Sotto accusa anche l’insufficienza cronica di assistenti tecnici e amministrativi, figure chiave per il funzionamento quotidiano degli istituti.
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