venerdì, 9 Ottobre 26

“Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali”: la dichiarazione dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania

Mondo“Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali”: la dichiarazione dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania

ROMA – “Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell’area E1 non farebbero eccezione. Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe in due la Cisgiordania e costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale”. Così in una dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania sulla situazione in Cisgiordania. Il progetto di insediamento E1 è stato approvato dalle autorità israeliane ad agosto del 2025 e mira a dividere in due la Cisgiordania minando così, di fatto, la continuità di un futuro Stato palestinese. Sempre a dicembre del 2025, con la pubblicazione di un bando di gara, Israele ha inoltre dato il via alla costruzione di 3400 abitazioni a est di Gerusalemme su un’area complessiva di 12 chilometri quadrati.

“Negli ultimi mesi, la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, incluso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati”, sottolineano i leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito. Quindi, la richiesta: “Le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d’appalto per la costruzione di insediamenti nell’area E1 o in altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale”. Per cui i leader delle quattro nazioni chiedono “al governo israeliano di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui luoghi santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all’Autorità palestinese e all’economia palestinese. Ci opponiamo fermamente a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese. Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti”, concludono.
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