venerdì, 9 Ottobre 26

San Sebastiano al Vesuvio in Festa

AttualitàSan Sebastiano al Vesuvio in Festa

Arrivano le Reliquie del Martire

Le reliquie di San Sebastiano approdano finalmente al Santuario diocesano a lui dedicato, situato alle pendici del Vesuvio, proprio nella cittadina che porta il suo nome. Sarà un periodo di profonda spiritualità e celebrazione: i resti sacri del Martire giungeranno il prossimo 23 maggio e saranno custoditi nel Santuario fino al 31 maggio.

In coincidenza con la chiusura del mese mariano, il 31 maggio si terrà la tradizionale processione dedicata a San Sebastiano Martire a partire dalle ore 15:00, per le vie del paese. Rientro previsto alle ore 20.30.

Per garantire a tutti i fedeli un momento di raccoglimento, la chiesa di San Sebastiano Martire – guidata dal parroco Don Vincenzo Cozzolino – resterà aperta 24 ore su 24 per l’intera durata della permanenza delle reliquie. Questo straordinario sforzo logistico è reso possibile grazie alla collaborazione tra le forze di polizia, dei volontari e protezione civile che hanno organizzato turni di guardia, inclusi quelli notturni. Ma, soprattutto ci saranno diversi sacerdoti a celebrare funzioni religiose in diversi orari e pronti a raccogliere le confessioni per chi intende avvicinarsi all’evento con cuore leggero.

Il Legame con Roma e la Storia del Santo

L’accoglienza delle reliquie rappresenta un evento storico, poiché provengono direttamente dalla Basilica di San Sebastiano fuori le Mura, sull’Appia Antica a Roma.

Le Reliquie: Nella Basilica romana è custodita parte del corpo del martire (un’altra parte fu traslata nel IX secolo a Soissons, in Francia).

I Simboli del Martirio: Nella cappella romana sono conservati anche gli oggetti del supplizio: una delle frecce che lo colpirono e la colonna a cui fu legato.

Il Miracolo del 1944

La devozione dei cittadini di San Sebastiano al Vesuvio è radicata in un legame indissolubile con la storia del territorio. Durante la terribile eruzione del 1944, che distrusse gran parte del comune, la popolazione invocò con fede la Vergine Immacolata e San Sebastiano. Secondo la tradizione e la memoria storica locale, la colata lavica si arrestò dopo aver invaso il paese, risparmiando il resto dell’abitato: un evento che i fedeli attribuiscono ancora oggi all’intercessione del loro Santo Patrono.

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