ROMA – Comuni al voto da nord a sud del Paese per la tornata delle elezioni amministrative e il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Urne aperte oggi e domani in 748 comuni. La sfida politica si concentra in particolare sui 18 capoluoghi coinvolti, un test significativo per la tenuta dei partiti sia a livello locale che nazionale.
IL QUADRO DEI CAPOLUOGHI E LE REGOLE SUL BALLOTTAGGIO
Le città capoluogo chiamate al voto in questa sessione elettorale sono Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno, Agrigento, Enna e Messina. Nei comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, il sistema elettorale prevede che qualora nessun candidato alla carica di sindaco riesca a raggiungere la maggioranza assoluta del 50% più uno dei consensi al primo turno, si procederà al ballottaggio tra i due profili più votati. Il secondo turno di voto si terrà nelle giornate di domenica 7 giugno, con i seggi aperti dalle ore 7 alle ore 23, e di lunedì 8 giugno, dalle ore 7 alle ore 15.
L’AFFLUENZA IN SICILIA ALLA RILEVAZIONE DELLE ORE 12
I primi riscontri numerici ufficiali relativi alla partecipazione al voto arrivano dalla Siciia, dove le elezioni interessano complessivamente 71 comuni, inclusi i tre capoluoghi di provincia dell’isola: Messina, Agrigento ed Enna. Alla prima rilevazione istituzionale delle ore 12, l’affluenza media regionale si è attestata al 12,91%. Questo dato corrisponde a 119.964 elettori siciliani che si sono recati ai seggi sui 929.490 aventi diritto totali. All’interno dei tre centri principali, i dati di partecipazione mostrano un andamento omogeneo: Messina si attesta in testa con il 13,88% di affluenza, seguita da vicino da Agrigento con il 13,85%, mentre Enna registra la percentuale parziale più bassa tra i capoluoghi con il 13,66%.
I RECORD LOCALI SULLA PARTECIPAZIONE NELL’ISOLA
Dall’analisi dettagliata dei flussi di voto nei singoli centri siciliani emergono scostamenti statistici tra le diverse comunità locali. Il Comune che fa registrare la partecipazione più bassa in assoluto alla rilevazione di mezzogiorno è Basicò, centro situato nel Messinese, dove si è recato alle urne soltanto il 4,9% dei cittadini aventi diritto. Sul versante opposto, la percentuale di affluenza più elevata di tutta la regione si riscontra nel comune di Gratteri, dove la quota di votanti ha raggiunto il picco parziale del 20,67%.
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