venerdì, 9 Ottobre 26

Obesità: Sicob, “studio su giovani inglesi sia monito anche per l’Italia”

AttualitàObesità: Sicob, “studio su giovani inglesi sia monito anche per l’Italia”

“L’allarme lanciato dagli studiosi britannici deve rappresentare un monito anche per l’Italia. Senza un forte investimento nella prevenzione e nella cura dell’obesità, il rischio concreto è che le nuove generazioni possano avere una qualità di vita peggiore rispetto a quella dei propri genitori”.

Così Maurizio De Luca, Presidente Sicob, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche, commenta quanto segnalato da una revisione di oltre 50 studi pubblicata sulla rivista scientifica Population Studies, secondo la quale ‘le giovani generazioni britanniche rischiano di vivere più anni in cattive condizioni di salute rispetto ai propri genitori’.

Gli studiosi sottolineano come le generazioni più recenti mostrino un’insorgenza anticipata di problematiche quali obesità, diabete, ansia e depressione, fenomeni che non possono essere spiegati esclusivamente dai progressi nella diagnostica o dall’aumento degli screening sanitari. In particolare, per quanto riguarda l’obesità e il diabete, i dati si basano anche su biomarcatori oggettivi e non soltanto su diagnosi cliniche.

Per De Luca “obesità, disturbi metabolici e disagio psicologico rappresentano oggi un intreccio di fattori che colpisce sempre più precocemente bambini e adolescenti, con conseguenze rilevanti sulla qualità e sull’aspettativa di vita futura”.

Il presidente Sicob ha ricordato che “in Italia è entrata in vigore il 1° ottobre 2025 una legge che riconosce ufficialmente l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, sottolineando la necessità di strategie efficaci sia sul fronte della prevenzione sia su quello della cura. La prevenzione si basa principalmente sulla modifica dello stile alimentare, evitando soprattutto zuccheri, bevande gasate e cibi ultraprocessati, associando una regolare attività fisica. Ma quando la malattia è già presente, il trattamento deve essere multimodale e integrato”.

Secondo il presidente Sicob, infatti, “la gestione dell’obesità richiede il lavoro sinergico di diverse competenze: nutrizionale, psicologica, riabilitativa, endoscopica, farmacologica e chirurgica. Un approccio multidisciplinare che punta non solo alla perdita di peso, ma anche al miglioramento complessivo dello stato di salute e alla prevenzione delle complicanze metaboliche e cardiovascolari”.

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