ROMA – “Le parole di Leone XIV arrivano in un momento storico delicatissimo. Non stiamo più discutendo soltanto di tecnologia: stiamo discutendo del futuro dell’essere umano”. A parlare è Angelica Bianco, giornalista, eticista dell’Intelligenza Artificiale e presidente della Prima Commissione Intergruppo Parlamentare ‘Empowerment, Etica e Legalità’, che commenta la prima enciclica del Pontefice, ‘Magnifica Humanitas’, dedicata al rapporto tra uomo, dignità e Intelligenza Artificiale. “Il Papa compie un gesto rivoluzionario- spiega Bianco- Non demonizza l’IA, ma la riporta dentro una visione umana, spirituale e sociale. Ci ricorda che la tecnologia non può diventare una nuova forma di dominio economico, cognitivo o culturale”.
L’enciclica, infatti, affronta uno dei temi più delicati del nostro tempo: il rischio che gli algoritmi sostituiscano progressivamente il pensiero critico, le relazioni umane e persino la libertà individuale. “Da anni sostengo che l’alfabetizzazione digitale sia una priorità educativa assoluta- continua Bianco- Oggi i bambini crescono parlando con dispositivi intelligenti prima ancora di sviluppare pienamente la relazione emotiva con gli altri. È un cambiamento enorme, che non possiamo sottovalutare”. Il richiamo di Leone XIV alla scuola e alla formazione viene definito “centrale e potentissimo. La scuola deve tornare ad essere il luogo dove si insegna il pensiero critico, l’empatia, il valore del dubbio, la capacità di distinguere il vero dal manipolato. Se deleghiamo completamente il pensiero alle macchine, rischiamo una società apparentemente evoluta ma profondamente fragile”.
CARTA ETICA GLOBALE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Secondo Bianco, l’enciclica introduce un concetto fondamentale: la necessità di una vera Carta Etica globale sull’Intelligenza Artificiale: “L’IA non è neutrale. Dietro ogni algoritmo ci sono interessi economici, scelte culturali, visioni politiche. Per questo servono trasparenza, accountability e regole condivise. Non possiamo lasciare che il futuro digitale venga deciso esclusivamente da pochi grandi attori economici”. Particolarmente forte, nell’analisi dell’esperta di etica e giornalista, il passaggio dedicato alla “ecologia della comunicazione. Viviamo immersi nelle informazioni ma sempre più poveri di profondità umana. I social e le piattaforme sono costruiti per catturare attenzione, generare dipendenza, amplificare rabbia e polarizzazione. Il Papa coglie perfettamente il rischio di una società dove la visibilità conta più della verità”. E poi c’è il tema della guerra. “Quando Leone XIV dice che bisogna ‘disarmare l’IA’, pronuncia una frase destinata a entrare nella storia- sottolinea Bianco- Perché oggi l’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata per controllare masse, manipolare opinioni pubbliche, automatizzare conflitti e ridurre gli esseri umani a dati. È un tema enorme di legalità, diritti e democrazia”.
BIANCO: “SAPREMO RESTARE UMANI? SAPREMO DIFENDERE LA DIGNITÀ, IL LAVORO, LE EMOZIONI, LA LIBERTÀ DI PENSIERO?”
Secondo la presidente della Prima Commissione Intergruppo Parlamentare ‘Empowerment, Etica e Legalità’, la vera sfida non sarà tecnologica, ma morale: “La domanda non è quanto diventeranno intelligenti le macchine. La domanda è: sapremo restare umani? Sapremo difendere la dignità, il lavoro, le emozioni, la libertà di pensiero?”. E conclude: “La tecnologia può aiutare l’umanità a curare, educare, includere e migliorare la vita delle persone. Ma senza etica rischia di trasformarsi nel più sofisticato strumento di disuguaglianza e controllo mai creato. Per questo oggi abbiamo bisogno di una nuova responsabilità collettiva. Perché il futuro non appartiene alle macchine più potenti, ma agli esseri umani capaci di custodire la propria umanità”.
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