venerdì, 9 Ottobre 26

Portella (Emergency): “Contro l’ebola impegno, non paura”

MondoPortella (Emergency): “Contro l’ebola impegno, non paura”

ROMA – Cautela, attenzione, non paura: questo l’approccio giusto di fronte alla nuova epidemia di ebola, secondo Gina Portella, anestesista, coordinatrice della divisione medica di Emergency e massima referente sanitaria dell’ong italiana. La sua riflessione è condivisa con l’agenzia Dire nei giorni di Coopera, manifestazione nazionale che mette in evidenza anche i temi della salute globale. Sono anche i giorni dei timori per l’epidemia: l’epicentro è l’est della Repubblica democratica del Congo, ma casi sono segnalati anche in Uganda e in Sud Sudan e l’attenzione in Europa è già alta. Portella ha lottato contro ebola anni fa, lavorando in Sierra Leone, tra il 2014 e il 2015: i morti, solo lì, furono circa 4mila. “Dalla malattia si può guarire, certo, ma la patologia, pur non essendo eccessivamente contagiosa, è molto aggressiva”, premette la dottoressa. “Un altro aspetto riguarda la terapia più efficace, su cui si fanno ancora valutazioni: oggi si punta su interventi di supporto, anche se nei casi più gravi servono terapie intensive, con canoni occidentali, come quelle che allestimmo in Sierra Leone, dove lo sforzo fu enorme”. Oggi il ceppo di ebola non è lo stesso di allora. Non è lo Zaire ma il Bundibugyo, dal nome di un distretto ugandese dove si manifestò la prima volta.

“I tassi di mortalità variano molto anche nel corso di un’epidemia, da ceppo a ceppo e poi anche in base alla carica virale del singolo paziente”, sottolinea Portella. “Si va dal 30 al 90 per cento, dati molto alti, che fanno paura”. Un punto chiave è la difficoltà ad avere informazioni precise. “Raccogliere dati in Repubblica democratica del Congo è più difficile che in Europa”, sottolinea Portella, “perché il Paese, su questo fronte, è poco attrezzato”. Un motivo in più per alzare lo sguardo. “Bisogna essere cauti, ma non avere paura, che non è mai il modo per affrontare i problemi”, ribadisce la dottoressa, che sottolinea: “Nel nostro mondo i problemi ci riguardano tutti, perché ci muoviamo tutti dappertutto”. Secondo Portella, “bisogna investire in salute, ma in quella di tutti”. È di oggi la notizia di un finanziamento di un milione e 150mila euro disposto dall’Italia “per sostenere la risposta umanitaria immediata all’epidemia” in Congo. I fondi, riferisce il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, saranno “messi a disposizione delle organizzazioni della società civile italiana con una presenza operativa nelle province colpite di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu”.

Quattro le aree chiave: sorveglianza epidemiologica, tracciamento dei contatti, soccorsi immediati e coinvolgimento comunitario. Tra le ong in prima fila in queste settimane c’è anche Emergency. Nel suo Centro di chirurgia pediatrica a Entebbe, in Uganda, sono stati attivati i protocolli di sicurezza, con screening della temperatura e monitoraggio specifico per il rischio ebola. “L’obiettivo”, sottolinea Giacomo Menaldo, direttore di Emergency nel Paese, “è non interrompere le cure per i bambini”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: