ROMA – È un vero e proprio terremoto politico e giudiziario quello che sta scuotendo la Spagna e l’intera sinistra europea. José Luis Rodríguez Zapatero, storico primo cittadino del governo di Madrid dal 2004 al 2011 e simbolo della stagione dei diritti civili iberici, è diventato il primo ex premier nella storia democratica del Paese a essere formalmente iscritto nel registro degli indagati con accuse pesantissime: riciclaggio di denaro, associazione a delinquere, traffico di influenze e falso. Nell’ultimo sviluppo della vicenda, gli agenti dell’Unità per i crimini economici della polizia (Udef) hanno perquisito il suo studio privato, sequestrando documenti riservati e un ingente patrimonio in gioielli e orologi di lusso.
IL BLITZ NELLO STUDIO E LA CASSAFORTE DEI MISTERI
I dettagli emersi dal verbale di perquisizione delineano un quadro che ha lasciato sbalordita l’opinione pubblica spagnola. All’interno di una cassaforte custodita nell’ufficio del leader socialista, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e posto sotto sequestro ben 103 oggetti di altissimo pregio. Il “tesoro”, il cui valore stimato sul mercato oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro, comprende parure di rubini, zaffiri e smeraldi, 41 paia di orecchini e pendenti di alta gioielleria, 15 collane, 11 bracciali di diamanti e 8 orologi da collezione di marche storiche come Omega e Longines.
Oltre ai preziosi, la polizia ha acquisito agende personali intestate al “Presidente Zapatero” relative agli anni dal 2020 al 2025, supporti informatici (hard disk e chiavette usb) e faldoni cartacei, tra cui una cartellina denominata “Análisis Relevante”. Si tratta del nome di una società di consulenza finita al centro del mirino degli investigatori, che incrocia anche l’attività della società “What The Fav”, riconducibile alle figlie dell’ex premier, Alba e Laura.
L’INCHIESTA SUL SALVATAGGIO DELLA “PLUS ULTRA”
Al centro del fascicolo coordinato dal magistrato dell’Audiencia Nacional, José Luis Calama, c’è il controverso salvataggio finanziario della “Plus Ultra”, una piccola compagnia aerea spagnola che nel 2021, in piena crisi pandemica, ottenne un prestito pubblico agevolato da ben 53 milioni di euro attraverso la Sepi (la società delle partecipazioni statali). L’aiuto pubblico sollevò forti perplessità poiché il vettore operava su appena tre rotte verso il Sudamerica. Secondo l’ipotesi accusatoria, Zapatero si sarebbe posto al vertice di una struttura gerarchica occulta, muovendo influenze e facendo pressioni sui funzionari pubblici per sbloccare i fondi statali in cambio di commissioni illecite, che gli inquirenti sospettano siano state in parte deviate su conti esteri a Dubai.
Di fronte alle contestazioni, la segretaria storica di Zapatero, Geltrudis Alcázar, presente al momento del blitz, ha cercato di ridimensionare il ritrovamento dei gioielli dichiarando che la cassaforte proveniva dall’abitazione di famiglia e che il contenuto faceva parte dell’eredità di Sonsoles Espinosa, consorte dell’ex premier, o di doni ricevuti durante viaggi ufficiali e privati.
LA DIFESA DI ZAPATERO E IL RIFLESSO SUL GOVERNO SÁNCHEZ
Zapatero ha respinto “categoricamente” ogni addebito, definendo i collegamenti tracciati dall’Udef come “congetture completamente assurde” e ribadendo di non aver mai svolto alcuna attività per conto di Plus Ultra. Tramite il suo portavoce, Luis Arroyo, l’ex premier ha attribuito l’origine dell’offensiva giudiziaria al “contesto politico” e alla vendetta della destra per il forte sostegno pubblico che ha garantito all’attuale premier Pedro Sánchez durante le ultime campagne elettorali. I legali del leader socialista hanno già chiesto e ottenuto il rinvio dell’interrogatorio, inizialmente fissato per il 2 giugno, motivando l’istanza con l’enorme mole di atti giudiziari da analizzare.
Nel frattempo, la bufera stravolge gli equilibri politici di Madrid. Zapatero non era solo un ex leader, ma il principale mediatore politico del Partito Socialista (PSOE), l’uomo che negli ultimi mesi ha aiutato Sánchez a gestire le delicatissime trattative con gli indipendentisti catalani. L’inchiesta cade in una settimana già drammatica per il governo in carica, reduce dalla pesante sconfitta alle elezioni regionali in Andalusia e già lambito da indagini sulla moglie e sul fratello dello stesso premier. Proprio oggi, mentre si trovava in Vaticano per l’udienza con Papa Leone XIV, Pedro Sánchez ha dovuto schivare le prime infuocate domande dei cronisti su quello che è già stato ribattezzato il caso politico-giudiziario dell’anno.
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