ROMA – I Simpson verso la Casa Bianca.Lo storico autore Dan Greaney – che oltre vent’anni fa predisse la presidenza di Donald Trump in un episodio – ha annunciato la candidatura alla presidenza Usa nel 2028. Lo ha fatto con due video ironiciin cui si presenta vestito da profeta (non è la prima volta che lo fa) e lancia una critica ai democratici, ai repubblicani, all’amministrazione Trump e ai miliardari.
Per il 60enne – apparso con una tunica, barba grigia e parrucca – “Trump, Vance, i miliardari, gli arrivisti e i codardi di entrambi i partiti hanno voltato le spalle agli Stati Uniti. Per loro contano i soldi, il potere e la sicurezza”. Nelle clip, Greaney spiega che gli sarebbe piaciuto contribuire a migliorare il Paese: “Mi piacerebbe aiutare, ma non sono un avvocato. Sono solo un profeta autoproclamato che ha frequentato la facoltà di giurisprudenza, si è laureato, ha superato l’esame di abilitazione… Aspettate! Sono un avvocato!”.
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“Mi candido alla presidenza. Il mio programma: l’America per tutti. Facciamolo”, afferma Greeney che – in un comunicato – si è descritto come un “repubblicano progressista”, “nella tradizione di Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt”.
In un altro passaggio scrive: “La mia campagna è motivata dal desiderio di restituire i valori di empatia e decenza alla nostra cultura politica e di dare un significato concreto al giuramento di fedeltà, che si impegna per la libertà e la giustizia per tutti”.
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L’EPISODIO DEI SIMPSON PREMONITORE: “UN MONITO ALL’AMERICA”
Originario del Massachusetts e dietro anche la scrittura di “The Office” e “Borat”, Greaney da sempre è profeta di fatti poi accaduti realmente. Nel 2000, nel celebre episodio dei Simpson “Bart verso il futuro”, ha presentato Lisa come prima presidente donna del Paese, mentre si lamentadella “crisi di bilancio” lasciatale dal suo predecessore, il “Presidente Trump”. Nel 2016, parlando con The Hollywood Reporter, definì la puntata”un monito per l’America”. E aggiunse: “Sembrava semplicemente l’ultima tappa logica prima di toccare il fondo. È stata un’idea concepita perché coerente con la visione di un’America sull’orlo della follia”.
“Ciò di cui avevamo bisogno- spiegò- era che Lisa si trovasse ad affrontare problemi che non fosse in grado di risolvere, che tutto andasse nel peggiore dei modi, ed è per questo che abbiamo voluto Trump come presidente prima di lei”.
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