venerdì, 9 Ottobre 26

Russia, la denuncia di Amnesty: “Scuole trasformate in fabbriche di obbedienza”

MondoRussia, la denuncia di Amnesty: “Scuole trasformate in fabbriche di obbedienza”

ROMA – In un rapporto intitolato ‘Solo fonti ufficiali: l’indottrinamento nel sistema educativo russo’, Amnesty International ha accusato le autorità della Russia di negare alle alunne e agli alunni il diritto a un’istruzione di qualità attraverso lezioni e libri di testo pieni di propaganda, con finalità d’indottrinamento e per giustificare la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il risultato secondo l’organizzazione è la soppressione della libertà d’espressione, del pensiero indipendente e dell’accesso alle informazioni. Il rapporto descrive come le alunne e gli alunni della Russia e dei territori dell’Ucraina occupati dalla Russia siano sottoposti a un’oppressiva ideologia di stato attraverso programmi di studio elaborati a livello centrale. Il personale docente, si legge nella nota, deve controllare online le alunne e gli alunni, raccogliere informazioni sulle loro opinioni e denunciare chi esprime visioni dissidenti su questioni politiche e sociali.

Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale, dichiara: “Da templi della conoscenza, le scuole russe sono state trasformate in fabbriche di obbedienza. È lo Stato russo a stabilire cosa le alunne e gli alunni devono imparare sul Paese, sugli Stati vicini e sul resto del mondo. Usare le scuole a scopo di propaganda politica non è un fenomeno che riguarda solo la Russia- chiarisce l’esperta- ma l’intensità e l’ampiezza dell’azione del Cremlino per porre l’indottrinamento al centro del sistema educativo sono sistematiche”. La responsabile riferisce che nei libri di testo, “l’aggressione contro l’Ucraina è descritta come una necessità storica e una questione di sopravvivenza nazionale e ogni opinione alternativa è delegittimata come ostile o distruttiva”.

Amnesty evidenzia che dal 2023 il ministero dell’Istruzione ha introdotto un unico e obbligatorio pacchetto di libri di testo e di materiali per l’insegnamento che descrivono la Russia alla stregua di una “fortezza assediata”, negano o minimizzano l’identità e la sovranità statale dell’Ucraina e presentano tutti gli interventi militari sovietici e russi come necessari o legittimi. Oltre a violare gli standard internazionali sui diritti alla libera educazione, tra i quali la Convenzione sui diritti dell’infanzia, per Amnesty l’azione della Russia per far crescere una popolazione scolastica che obbedisca e non faccia domande è rafforzata dalla coercizione, dalla sorveglianza e dalla profilazione. Secondo Struthers di Amnesty, le autorità “hanno introdotto le cosiddette ‘misure di profilatka’ che prevedono non solo la diffusione della propaganda ma anche il monitoraggio segreto delle alunne e degli alunni, a scuola e fuori, anche online. Queste linee guida, ufficialmente adottate per prevenire ‘estremismo’, ‘terrorismo’ e ‘ideologie distruttive’, incentivano la sorveglianza delle opinioni personali, politiche e religiose delle alunne e degli alunni”.

Alcuni gruppi vengono criminalizzati, tra cui la Fondazione anticorruzione di Aleksei Navalny, morto in custodia dello Stato nel febbraio 2024, il movimento giovanile di protesta Vesna e il cosiddetto e inesistente “movimento internazionale lgbt”, una definizione inventata per colpire l’attivismo Lgbtqia+. Persino forme di dissenso non ufficialmente vietate, come discutere dell’impatto della guerra contro l’Ucraina sugli standard di vita, possono essere considerate una bandiera rossa che induce a definire le alunne e gli alunni “a rischio”: le loro opinioni sulla guerra, sui “valori tradizionali” e sulle politiche statali vengono registrate e segnalate alla direzione scolastica, alla polizia o ai servizi di sicurezza.Amnesty International conclude il comunicato chiedendo alle autorità russe di garantire che i programmi scolastici, i libri di testo e altro materiale scolastico non impediscano né prevengano la libera espressione e il libero scambio di opinioni, non contengano disinformazione e non pregiudichino il rispetto dei diritti umani. Amnesty chiede inoltre alla comunità internazionale di affrontare questa situazione in tutte le riunioni internazionali, sostenere l’azione della società civile russa nel contrasto alla propaganda e alla persecuzione nel campo dell’istruzione, aiutare coloro che subiscono tale persecuzione – anche fornendo visti d’ingresso quando necessario – e assicurare che l’assistenza allo sviluppo non sia usata per perpetuare violazioni dei diritti umani.
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