ROMA – Tre statue abbattute con le corde, le maglie strappate e bruciate sul Paseo de la Reforma. A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di casa, il Messico accoglie il mondo con i lacrimogeni vicino allo Zócalo. Gli insegnanti del sindacato CNTE protestano da settimane contro il governo di Claudia Sheinbaum, e adesso hanno trovato un bersaglio visibile: le statue di plastica alte cinque metri che costeggiano il viale più iconico di Città del Messico, una per ogni nazionale partecipante al torneo. Sabato ne sono cadute tre – Spagna, Belgio e Francia – mentre quella del Messico veniva risparmiata. Su una delle sculture sopravvissute, una scritta a vernice rossa: “Se non ci sarà una soluzione, la palla non rotolerà.”
Protesting teachers topple statues of football players in Mexico City and threaten growing protests before the World Cup if the government does not respond to their labor demandshttps://t.co/ilBPo7wPui pic.twitter.com/2lRywWMCVu
— AFP News Agency (@AFP) June 3, 2026
La polizia non è intervenuta durante gli abbattimenti. Ha usato i lacrimogeni più tardi, per disperdere una marcia nei pressi dello Zócalo, la piazza centrale che ospiterà la fan zone ufficiale del torneo e che da giorni le autorità proteggono con barricate metalliche. La presidente Sheinbaum ha definito la manifestazione “pacifica”.
Il CNTE non ha intenzione di fermarsi: il sindacato minaccia mobilitazioni di massa per l’11 giugno, giorno della cerimonia di apertura. Il governo non ha ancora risposto alle richieste.
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