ROMA – L’approvazione definitiva del disegno di legge Valditara sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole trasforma il Senato in una polveriera. Oltre alla durissima battaglia politica sui contenuti del provvedimento, che introduce il divieto di insegnamento nelle scuole dell’infanzia e primarie e subordina i progetti al consenso informato delle famiglie nelle secondarie, la seduta è stata segnata da uno scontro verbale ravvicinato e violentissimo che ha visto protagonisti il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi.
IL CASO SENSI: “STAVAMO VENENDO ALLE MANI, MI HA URLATO DI PORTARGLI RISPETTO”
A svelare i retroscena di un pomeriggio ad altissima tensione è stato lo stesso Filippo Sensi, intervenuto ai microfoni della trasmissione Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. Il parlamentare del Pd ha raccontato di un vero e proprio scontro fisico sfiorato nei banchi del governo:
“Oggi stavamo venendo alle mani col ministro Valditara. In aula si parlava dell’educazione sessuale nelle scuole, ad un certo punto però del governo non c’era più nessuno, anche lo stesso ministro, che parlottava con dei leghisti, era sparito. Lo abbiamo richiamato affinché andasse al tavolo del governo e io gli ho detto ‘sei pagato per stare lì’.”
La reazione del titolare del Mim, secondo il racconto di Sensi, è stata immediata e furiosa:
“Lui si è ‘inciprignito’ ed è avvenuto uno scontro: mi urlava, mi diceva ‘devi portarmi rispetto’. Io mi sono scusato ma non con lui, col presidente, per esser stato, diciamo così, un po’ naïf.”
D’ELIA: “MAGGIORANZA IRRESPONSABILE, IMBAVAGLIA LA SCUOLA E LASCIA I GIOVANI SOLI COL PORNO”
Dura e articolata la requisitoria di Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione e vicepresidente della Bicamerale Femminicidio, che ha espresso la totale contrarietà del partito direttamente nell’Aula di Palazzo Madama durante la sua formale dichiarazione di voto:
“Credo davvero che sia una grave responsabilità quella che questa maggioranza si sta assumendo oggi, facendo diventare legge il ddl Valditara. Una maggioranza che aveva preso con noi nell’Aula del Senato l’impegno di discutere i progetti per introdurre nelle scuole l’educazione sessuo affettiva, quando votammo la legge sulle misure cautelari nel novembre 2023. Ma hanno preso una direzione opposta, assumendosi la responsabilità di negarla di fronte al Paese, alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi e di persone di ogni età che la chiedono di fronte ai tanti, troppi femminicidi”.
La senatrice dem ha poi richiamato le recenti ricerche sociali sui più giovani, attaccando frontalmente la scelta di subordinare i programmi scolastici al via libera preventivo delle famiglie:
“Sappiamo che tra gli adolescenti tra i 14 e i 16 anni si diffondono comportamenti sessisti e violenza di genere anche online: una generazione cresce senza strumenti per reconocer il consenso. La scuola ci chiede di essere aiutata, ma la maggioranza invece la imbavaglia. E se la scuola tace parlano i social: stiamo lasciando i ragazzi soli di fronte alla pornografia e alla cultura del possesso del corpo delle donne in cui siamo ancora immersi, invece di sostenere il cambiamento. Per sposare una tesi oscurantista, portata avanti dai cosiddetti provita, si fa diventare l’educazione sessuo affettiva una questione etica opzionale e non un diritto educativo universale, promuovendo una contrapposizione ideologica e forzata tra famiglie e scuola. Il meccanismo del consenso preventivo rischia di minare il clima di fiducia reciproca. Qui si lavora a dividere e il prezzo lo paga l’educazione dei nostri figli”.
ZAN E VALENTE: “UNA LEGGE VERGOGNA CHE CI RIPORTA AL MEDIOEVO”
Al coro di proteste si sono uniti gli altri big della delegazione dem. Il responsabile Diritti del Pd ed europarlamentare Alessandro Zan ha liquidato il testo come una ‘legge vergogna’:
“Invece di rafforzare l’educazione sessuo-affettiva in un Paese segnato ogni giorno da femminicidi, la destra fa l’esatto contrario subordinando l’insegnamento al consenso dei genitori. Come se i ragazzi aspettassero il permesso per relazionarsi e informarsi. In quasi tutti gli Stati europei l’educazione sessuale è parte stabile dei percorsi scolastici. Valditara non perde occasione per diffondere fake news sul gender, continuando a soffiare sul vento dell’odio”.
Sulla stessa linea la senatrice Valeria Valente, che ha evidenziato il paradosso di voler delegare la scelta educativa esclusivamente alle mura domestiche, ignorando la realtà della violenza di genere:
“La destra fa finta di non vedere che proprio nelle famiglie si annida spesso la cultura della sperequazione di potere tra donne e uomini, quella cultura radicata nel patriarcato che troppo spesso diventa sopruso e violenza. A parole dicono di credere nella prevenzione, ma nei fatti ostacolano il principale strumento di prevenzione della violenza maschile. Una legge oscurantista, che conferma la concezione della famiglia che questa destra incarna”.
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