ROMA – Prosegue anche oggi per il sesto giorno consecutivo a Pishë-Poro-Nartë, a circa 150 chilometri da Tirana, la protesta degli attivisti contro il governo di Edi Rama, che ha stretto un accordo col genero di Donald Trump, Jared Kushner, per un mega complesso turistico in un’importante area protetta da vincoli ambientali. In piazza anche cartonati rosa che rappresentano i fenicotteri, per quella che i media hanno ribattezzato “la rivoluzione dei fenicotteri”: al centro delle contestazioni, c’è il progetto ‘Zvërnec Peninsula’ per la costruzione di hotel e altre strutture. Ma, come denuncia all’agenzia Dire Joni Vorpsi, ecologista e membro dell’associazione Ppnea – BirdLife Albenia, “mancano i piani di valutazione di impatto ambientale e non c’è stata consultazione con le comunità locali. Inoltre abbiamo chiesto i documenti che autorizzano il progetto edilizio: continuano a dirci che esistono, ma non ce li forniscono. E’ chiaramente falso perché questi atti sono pubblici”.
Ppnea è l’associazione ambientalista che ha dato inizio alle proteste, dopo che a fine aprile i bulldozer sono arrivati nella riserva naturale e hanno iniziato “ad abbattere alberi, drenare i canali e spianare dune”, denuncia Vorpsi. Situata nel distretto di Valona, la riserva è uno degli ultimi tratti di costa selvaggia adriatica e sede di antiche foreste e corridoi migratori per gli uccelli che, se alterati, causerebbero danni in tutta la regione mediterranea. Ospita inoltre più di 70 specie in via di estinzione e 200 specie di uccelli tra cui i fenicotteri rosa, divenuti anche simbolo della protesta.
Migliaia di albanesi quindi stanno protestando sia nei pressi del sito che a Tirana per dire no a un progetto che, come denunciano gli ambientalisti, manca di trasparenza e legalità.”Il governo dice di essere aperto ad ascoltarci- riferisce ancora Vorpsi di Ppnea- ma afferma anche che, finché il primo ministro Edi Rama è in carica, il progetto si farà”.
Eliria Kadio – Citizens Channel
Rama prima ha parlato di un investimento miliardario poi, quando è scoppiato lo scandalo, ha negato che dietro al mega progetto ci siano Kushner e Ivanka Trump, la figlia del presidente Trump, riconoscendo solo la partecipazione di due fratelli e imprenditori del Qatar. Inchieste di stampa però hanno rivelato che il progetto di Kushner va oltre la Laguna di Narta, comprende l’isola di Sazan, una ex base militare di epoca comunista, attualmente disabitata ma che a sua volta è un parco marino protetto.Per consentire questi piani, nel 2024 il governo Rama ha emendato la legge sulle aree naturali protette, facendo decadere alcuni vincoli che le rendevano intoccabili. Una legge che per gli osservatori, è strettamente collegata a quella sugli ‘investimenti strategici’ che prevede agevolazioni per gli imprenditori, col fine ultimo di assicurare un accesso privilegiato a terreni pubblici, coste, spiagge, aree turistiche, isole e altri beni di interesse pubblico. Tuttavia, come evidenzia Joni Vorpsi, “a settembre dello scorso anno l’Unione europea ha avviato i negoziati di adesione dell’Albania su diverse questioni, tra cui quella ambientale, e ha chiesto tra le altre cose che Tirana abolisca l’emendamento alla legge sul patrimonio naturale del 2024”.
Si tratta dell’unico ambito in cui il governo ha chiesto più tempo per adeguarsi a standard europei, ma per gli ambientalisti potrebbe anche essere una mossa per poter intanto avviare i progetti come quello della Laguna di Narta. “Una volta avviate le costruzioni- dice l’ecologista- potranno dire che fermarle crea un danno troppo grande agli investitori”. Intanto, “l’Ispettorato per l’Ambiente [il principale organo di controllo, sottoposto al ministero dell’Ambiente, ndr] sostiene che sia stata emssa l’autorizzazione al progetto, ma non la rende pubblica, e già questo basterebbe a obbligare le forze dell’ordine a intervenire per bloccare gli operai al lavoro. Invece- denuncia Vorpsi- presenziano alle nostre manifestazioni senza proteggerci. I nostri unici alleati in questa battaglia per la natura restano i cittadini e l’Ue”, conclude l’esperto.
Nel corso delle manifestazioni un dimostrante è stato anche trascinato via da agenti della sicurezza privati e per questo ha riportato diverse ferite. “E’ avvenuto sotto gli occhi della polizia, che non ha fatto niente per impedirlo, suscitando molta indignazione e generando accuse di sequestro di persone” riferisce ancora alla Dire Elira Kadiu, giornalista di Citizens Channel. La cronista inoltre denuncia che “i video dell’accaduto sono stati diffusi da noi e da altre poche testate indipendenti e ovviamente tramite i social, ma non dai principali telegiornali nazionali. La questione quindi sta mettendo in luce la situazione dei media albanesi: le testate tradizionali per i primi giorni hanno taciuto sulle manifestazioni ma, ora che non possono più ignorarle, stanno diffondendo le ragioni del governo, che diffonde teorie del complotto, tra cui quella del ruolo della Grecia dietro alle proteste”.
Kadiu osserva ancora: “La protesta ambientalista si è infatti trasformata in protesta contro il governo: a prescindere dai principali partiti, è diventata trasversale e sta riunendo cittadini provenienti da diverse realtà del Paese ù da Durazzo a Valona ù insieme ad attivisti ambientali, giovani e ricercatori, per esprimere quel malcontento che si è accumulato negli anni contro il governo di Rama. Tanta gente è scontenta e migliaia di persone sono in piazza ogni giorno”.
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