venerdì, 9 Ottobre 26

Quattro giovani braccianti schiavi bruciati vivi in Italia…ma noi ci indigniamo solo per chi ci somiglia

PoliticaQuattro giovani braccianti schiavi bruciati vivi in Italia…ma noi ci indigniamo solo per chi ci somiglia

ROMA – “Embè? Si ammazzano tra di loro…”. E’ quanto il mio orecchio, il destro per la precisione, ha captato dalla conversazione dei miei vicini di caffè al bar. Discutevano di quanto accaduto pochi giorni fa in Calabria, dove due ‘caporali’, cioè la manovalanza criminale usata per gestire gli schiavi-braccianti, avevano ucciso quattro giovani. Bruciati vivi dentro l’auto usata per portarli a lavorare nei campi. L’assassinio ripreso da una telecamera: uno che getta nell’auto la benzina e dà fuoco, l’altro che tiene la porta bloccata. Solo uno si è salvato, spaccando con la testa il vetro posteriore. Grazie alla sua denuncia i due assassini, anche loro immigrati, sono stati arrestati. Davanti al giudice hanno fatto scena muta, dovranno rispondere di omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà. Difficile il riconoscimento dei quattro morti, tutti giovani. Magari le loro famiglie in Afghanistan, Pakistan o chissà dove, non sanno ancora nulla,  aspettano con ansia quei pochi soldi che mandavano.

“Nessuno ci ha dato una mano per capire chi fossero – ha detto il procuratore capo Alessandro D’Alessio – non un solo cittadino si è presentato per dire ‘io li conoscevo'”.

Perché li hanno bruciati vivi? Reclamavano la paga. La loro miseria è la nostra ricchezza, grazie a questi schiavi possiamo mangiare buone fragole a prezzo contenuto. E visto che s’ammazzano tra di loro anche la nostra coscienza può starsene tranquilla. Eppure siamo i primi a indignarci, a scendere in piazza, a protestare contro chi muore per colpa dei padroni, quelli che scatenano guerre per mantenere il loro potere, i loro privilegi, che massacrano e calpestano diritti e dignità in ogni angolo del mondo. Ma per questi quattro giovani bruciati vivi qui da noi, non si è vista nessuna manifestazione o protesta corale. Qualche dichiarazione, qualche richiesta di accertare chi sono i mandanti e via col tango. Quando gli altri assomigliano a noi, siamo pronti a urlare contro non rispetta il nostro diritto o ci manca di rispetto; quando gli altri arrivano dal terzo o quarto mondo e per non farci mancare le fragole vengono ridotti in schiavitù, costretti a vivere in tuguri dove nemmeno i topi vanno…chissenefrega. Ci sono altri problemi che richiedono la nostra indignazione, come i collaboratori del famoso fumettista rivoluzionario sottopagati dal programma tv.

Fa male non aver visto le forze politiche del centrosinistra, Pd in testa, mobilitarsi, chiamare in piazza le tante decine di migliaia di persone che solo poco tempo fa abbiamo visto protestare e votare NO al referendum sulla giustizia. Perché questo silenzio? Se non ci si mobilita in questi casi, dove ci sono ‘potenti’ che per farci stare bene a prezzi stracciati riducono in schiavitù migliaia di essere umani, qui, nelle nostre città, di quale cambiamento del Paese stiamo parlando? Con quale credibilità si potrà chiedere il consenso per cambiare le cose e migliorare la vita? Solo di chi ci somiglia?
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