ROMA – “Gli ispettori nucleari” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) “potranno tornare in Iran nell’ambito dell’accordo con gli Stati Uniti”: lo ha assicurato il vicepresidente Jd Vance, intervenendo nella serata americana ai media locali, per dare per la prima volta dettagli pubblici dell’intesa, che sarebbe lunga “circa una pagina e mezza: è un documento molto generale”.
I dettagli, ha sottolineato il Numero due della Casa Bianca, dovranno essere discussi successivamente: “Su diverse questioni, dovremo chiarire alcuni aspetti durante la fase di negoziazione tecnica, ma il Memorandum d’intesa stabilisce un quadro di riferimento in base al quale gli iraniani trarranno vantaggio dall’accordo rispettando i propri obblighi”.
Vance ha insistito sul tema del nucleare, spiegando che Washington e l’Aiea assisteranno l’Iran nella distruzione delle sue scorte di uranio altamente arricchito ed evidenziando che tale elemento è “esplicitato molto chiaramente” nel Memorandum.
Quanto alle concessioni statunitensi a Teheran “non c’è stato un solo dollaro” erogato tramite “l’allentamento delle sanzioni o dallo sblocco di beni” congelati all’estero, “né da parte degli Stati Uniti né da parte di alcuno dei nostri alleati nel Golfo”.
Il presidente Donald Trump ha inoltre bocciato come “fake news” la notizia trapelata dai media iraniani, di possibili compensazioni dagli Stati Uniti e dai suoi alleati per contribuire alla ricostruzione dell’Iran, dopo i danni causati dall’offensiva del 28 febbraio. Tale cifra era stata indicata in 300 milioni di dollari.
Un funzionario statunitense ha inoltre riferito alla Cnn che i dettagli “dell’accordo quadro” saranno resi pubblici entro 24-48 ore e che le discussioni tecniche inizieranno nel corso di questa settimana, mentre quelli inerenti il programma nucleare inizieranno dopo la firma dell’accordo, prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera.
Ieri, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei ha ribadito la richiesta di Teheran, affinché “l’accordo finale venga ratificato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo un periodo di 60 giorni, una tutela che Teheran intende far applicare poiché “ha imparato dalle esperienze passate”.
La Repubblica islamica accusa infatti Stati Uniti e Israele di aver violato intese passate nonché di aver condotto attacchi durante i negoziati di pace, compiendo anche raid diretti contro i negoziatori. A sua volta, il presidente Trump ha spesso accusato Teheran di “malafede”.
Nella serata di ieri, si è espresso anche il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, confermando su X che “Ciò che è stato concordato rappresenta un passo importante per fermare la guerra e avviare i negoziati, e non si è ancora formato un accordo definitivo”. Quindi ha aggiunto: “Dopo colloqui intensi, i membri del Parlamento hanno approvato il testo del Memorandum d’intesa quasi all’unanimità, affinché sia messa alla prova la vera determinazione degli Stati Uniti nel rispetto dei diritti dell’Iran”, aggiungendo che il testo è “frutto di mesi di negoziazione”. In questo, “Le direttive del Leader Supremo hanno avuto il ruolo più importante nell’includere le clausole di salvaguardia degli interessi nazionali iraniani”.
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