ROMA -Circa 12,5 milioni di barili di greggio hanno già attraversato lo Stretto di Hormuz: è toccato al vicepresidente statunitenseJD Vance elencare i primi successi portati dal Memorandum d’intesa storico tra Usa e Iran. Parlando ai giornalisti da Washington, poche ore dopo la firma, avvenuta nella notte, a Versailles, di Donald Trump all’accordo con l’Iran per porre fine alla guerra con Teheran, il suo vice ha messo sul tavolo quelli che ha definito “i primi frutti” già serviti al popolo americano. “Ieri sera, 12,5 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di un livello alto dall’inizio del conflitto”, ha spiegato infatti. Inoltre, “gli iraniani, per la seconda notte consecutiva, non hanno sparato a nessuna nave nello Stretto di Hormuz. Finora- ha assicurato- stanno rispettando la loro parte dell’impegno”.
Vance ha anche affermato che il periodo di 60 giorni previsto dall’accordo con l’Iran è iniziato: la finestra di due mesi indicata dal memorandum d’intesa “è ufficialmente iniziata oggi”, ha dichiarato il vicepresidente ai giornalisti durante un briefing alla Casa Bianca. Interrogato su cosa accadrà dopo il periodo di 60 giorni in termini di gestione dello Stretto di Hormuz, Vance ha ribadito la posizione statunitense secondo cui la principale via di approvvigionamento per le spedizioni di petrolio e gas dovrebbe essere esente da pedaggi. “Le trattative finali potranno stabilire i termini di ciò che accadrà in seguito”, ha chiarito poi Vance. Anche perché l’accordo provvisorio firmato dal presidente Donald Trump e dai leader iraniani ha rimandato i nodi più difficili da sciogliere a una fase successiva dei negoziati. E come commenta anche l’agenzia Reuters, sintetizzando la posizione della maggior parte degli analisti, “non vi è alcuna garanzia che verranno mai risolte”. Insomma resiste un diffuso scetticismo che in 60 giorni siano chiarite tutte le situazioni lasciate in sospeso dal Memorandum.
Tra questi anche la situazione in Libano dove gli attacchi israeliani sollevano dubbi sulla pace. In Libano, dalle prime ore di oggi, giovedì 18 giugno, le forze israeliane hanno lanciato nuovi raid aerei, chiarendo, che non ha alcuna intenzione di fermare un’offensiva che intende concludere, accordo o non accordo che tenga.
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