“Senza un intervento immediato, molte imprese rischiano ammortizzatori sociali e cassa integrazione”
Nel secondo semestre del 2026, si richiede un rilancio degli investimenti in tecnologie di precisione e macchinari per l’agricoltura 4.0. Questa richiesta proviene da Federacma, la federazione dei servizi e del commercio di macchine agricole di Confcommercio, che rappresenta operatori e professionisti nel settore del giardinaggio.
La mancanza di incentivi e i ritardi nella realizzazione delle misure hanno, di fatto, interrotto gli acquisti delle aziende agricole, causando ripercussioni sui produttori, rivenditori, servizi di assistenza e occupazione.
Federacma stima che tra il 2021 e il 2025, il programma Transizione 4.0 abbia destinato circa 3,1 miliardi di euro al settore agricolo. Solo nel 2025, oltre 400 milioni di euro di credito avrebbero incentivato investimenti superiori ai 2 miliardi, producendo un gettito maggiore delle risorse pubbliche investite, considerando IVA e tasse.
“Il sostegno agli investimenti è visto come una spesa fruttifera: alcune centinaia di milioni innescano acquisti per miliardi, sostengono un’intera catena produttiva e ritornano allo Stato attraverso tributi e contributi – afferma il presidente Andrea Borio – Non stiamo chiedendo nuovi fondi, ma piuttosto che venga confermato all’agricoltura quanto ricevuto fino all’anno scorso tramite la Transizione 4.0 del MIMIT. Senza un intervento immediato, molte imprese potrebbero trovarsi a dover ricorrere a misure di sostegno sociale e cassa integrazione”.
Nel 2025, il settore ha beneficiato anche di circa 100 milioni provenienti dal Fondo Innovazione ISMEA, il quale non sarà rifinanziato per il 2026, e dei fondi del programma Transizione 5.0 derivanti dalle risorse del PNRR. Tuttavia, i bandi ISI-INAIL, attualmente l’unica misura realmente accessibile agli agricoltori, stanno proseguendo con lentezza a causa delle lungaggini burocratiche degli uffici locali.
Ciro Di Pietro
