ROMA – Trump annuncia l’ennesima (non) svolta nei delicati equilibri del Medio Oriente, dichiarando che l’Iran ha formalmente accettato di sottoporsi a ispezioni nucleari di altissimo livello per un periodo di tempo prolungato, definendole senza mezzi termini un impegno “all’infinito”. Secondo il presidente statunitense, questo passo garantirà finalmente l’onestà nucleare di Teheran, un compromesso senza il quale, ha tenuto a precisare, Washington avrebbe interrotto immediatamente ogni ulteriore negoziato.A fronte di questa e di altre concessioni definite cruciali, la Casa Bianca ha acconsentito a lasciare aperto il corridoio strategico dello Stretto di Hormuz, revocando il blocco navale. Trump ha chiarito una volta di più che la flotta americana rimarrà in posizione per essere pronta a riattivare il blocco qualora la situazione lo richiedesse, anche se al momento un simile scenario viene descritto come altamente improbabile.L’apparente ottimismo della Casa Bianca deve però fare i conti con la linea dura che arriva da Teheran. Il copione è sempre lo stesso. Fonti ufficiali iraniane hanno infatti gelato le aspettative su una totale trasparenza, dichiarando che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica non avrà alcun accesso ai principali siti nucleari colpiti dai bombardamenti dello scorso anno per mano delle forze statunitensi e israeliane.Durante una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha smentito l’esistenza di incontri in agenda con il direttore generale dell’AIEA, escludendo categoricamente che l’agenzia possa ispezionare gli impianti danneggiati da quella che ha definito l’aggressione militare statunitense e sionista. Pur confermando che l’interazione con i tecnici dell’ONU proseguirà secondo le procedure attuali, Baghaei ha voluto ricordare che qualsiasi evoluzione nei rapporti e ogni decisione strategica rimangono rigidamente subordinate all’approvazione del parlamento di Teheran e alle deliberazioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
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