Dalla battaglia contro il cancro alla voce che torna a vibrare
Dopo un cancro al quinto stadio con undici metastasi al collo, l’artista pugliese pubblica “Vetro e cemento” il 5 giugno.
Una diagnosi oncologica severa, un intervento complesso al collo, il bisturi che lavora a pochi millimetri dalle corde vocali. Circa 4 anni fa l’artista pugliese Marcella Cannizzaro si è trovata dentro questo scenario al Policlinico Gemelli di Roma. L’operazione è riuscita. La voce è rimasta. E con essa, una rinnovata e bruciante consapevolezza: quella di voler vivere ogni istante come fosse l’ultimo. Il 5 giugno è uscito “Vetro e cemento”, il suo terzo singolo – un pezzo che mescola cantautorato ed elettronica in chiave urban pop – come se quella gola non avesse mai conosciuto il buio di una sala operatoria.
La passione per la musica ha accompagnato Marcella sin da bambina. Recentemente, ha visto riconosciuto il suo talento nel format “New Talent Sanremo”, dove ha ricevuto due Dischi d’Argento consegnati dal Maestro Vince Tempera. La malattia ha agito come un detonatore, spingendola a dare priorità assoluta alla sua espressione artistica. «La musica è diventata la mia voce e la mia rinascita», rivendica oggi. Dopo i singoli “Solo vera” e “Sotto il sole”, pubblicati con l’etichetta Orangle di Milano, l’artista è pronta a proseguire il suo percorso: i prossimi brani saranno distribuiti da Ada Music.
“Vetro e cemento” non parla solo di musica, ma si fa specchio della società contemporanea.
Secondo Marcella Cannizzaro, il grande vuoto dei nostri tempi è l’assenza di empatia: l’artista osserva con rammarico come siano diventate rare le persone capaci di ascoltare veramente l’altro, denunciando una crescente freddezza che pervade le relazioni umane. In questo deserto emotivo, la sua musica si propone come un ponte. La sua voce – dotata di una potenza autentica e capace di trasmettere emozioni profonde – diventa lo strumento per abbattere questi muri, restituendo all’ascoltatore quella capacità di sentire e condividere vissuti che la frenesia quotidiana sembra aver smarrito.
Marcella Cannizzaro ne parla con un credo incrollabile, con il tono fermo di chi ha guardato l’abisso e ne è uscita trasformata, contando il tempo da quel momento come un dono prezioso. Controlli frequenti da allora. La gratitudine resta. Da questa esperienza, ha deciso di prendere in mano la sua vita. Ha fatto qualcosa di diverso, di più istintivo.
La coincidenza tra la sede della malattia e il suo strumento artistico – la voce – non è un dettaglio da nota a piè di pagina: è il centro esatto della storia. Per lei, la musica è stata un modo per riempire il silenzio lasciato dal percorso clinico. «Sono proprio rinata da lì e ho promesso a me stessa di vivere ogni giorno» – potrebbe sembrare retorica. Non lo è, se si considera che arriva da una persona il cui corpo si è trasformato in campo di battaglia proprio nel punto da cui nascono parole e melodie.
«La sala di registrazione è il mio habitat naturale: quando varco quella soglia, ogni problema svanisce» taglia corto Cannizzaro. «Canto principalmente perché mi fa stare bene e mi diverte, nutro così ogni volta la mia anima, con l’intento di arrivare a più persone possibili». Dopo “Vetro e cemento” seguirà “Luci Accese” e sono previste altre uscite nel corso dell’estate, con l’obiettivo di raccogliere il materiale in un album.
Ha espresso il desiderio di calcare il palco del Festival di Sanremo. Scrive testi da dieci anni, compone poesie – alcune ne ha raccolte in un volume intitolato “Mi illumino di immenso” – e finalmente ha trovato il coraggio di aprire quel cassetto dove aveva riposto i suoi sogni, iniziando a registrarli e a farli vivere. «Voglio dare autenticità a Marcella, dare un’identità: per arrivare agli altri, devo prima emozionarmi io» precisa. Niente nome d’arte. Nessun filtro, nessuna maschera.
Potrete ascoltare “Vetro e cemento” e i brani dell’artista sulle principali piattaforme digitali, tra cui Spotify, YouTube e Apple Music. Inoltre, è molto attiva sul suo profilo Instagram -Marcella_Cannizzaro.
Il messaggio che Marcella vuole trasmettere è un invito a credere fermamente in se stessi: nulla è davvero impossibile. Racconta che, nel momento più buio, la chiave per affrontare la malattia è stata distogliere la mente dal dolore, lasciandosi trasportare completamente dalle proprie passioni. In questo percorso, la prevenzione resta il monito più importante, capace di salvare la vita. La scienza oggi conferma come la musica possa agire laddove la farmacologia da sola non arriva, stimolando la percezione di sé e la capacità di immaginare un futuro: Marcella Cannizzaro, con la sua voce ritrovata, ne è la prova vivente.
