venerdì, 9 Ottobre 26

Ottant’anni fa nasceva l’Assemblea Costituente

PoliticaOttant’anni fa nasceva l’Assemblea Costituente

ROMA – Il 25 giugno è una data fondamentale nella storia della Repubblica Italiana. Ottant’anni fa, nel 1946, si riuniva per la prima volta l’Assemblea Costituente, l’organo legislativo eletto dal popolo con il compito monumentale di redigere la nuova Carta Costituzionale, tracciando le linee guida di un Paese che rinasceva dalle macerie della guerra e della dittatura fascista.

In occasione dell’anniversario la facciata di Montecitorio è stata illuminata con il Tricolore e l’Aula allestita per la cerimonia di questa mattina.

IL BATTESIMO DELLA REPUBBLICA E IL VOTO ALLE DONNE

Le fondamenta di quella storica giornata vennero gettate poche settimane prima, il 2 giugno 1946. In occasione del Referendum istituzionale per scegliere tra Monarchia e Repubblica, quasi 25 milioni di italiani si recarono alle urne. Quella data rappresentò una svolta epocale non solo per il cambio di regime, ma anche perché per la prima volta le donne maggiorenni ottennero il diritto di voto politico, sia attivo che passivo.

Fino ad allora escluse dai luoghi delle decisioni, le donne fecero il loro ingresso trionfale nella cabina elettorale e, subito dopo, nelle istituzioni. Tra i banchi della neonata Assemblea Costituente sedettero infatti 21 donne: provenienti da ogni angolo d’Italia, di cui 14 laureate e molte formate dall’esperienza della Resistenza, divennero il ponte ideale tra la sfera politica – fino a quel momento dominata dagli uomini – e i bisogni di una società femminile in cerca di riscatto e cambiamento.

I PRIMI PASSI E LA NASCITA DELLA “COMMISSIONE DEI 75”

In quella prima seduta del 25 giugno, l’Assemblea nominò come suo Presidente Giuseppe Saragat. Pochi giorni dopo, il 28 giugno, arrivò l’elezione di Enrico De Nicola come Capo provvisorio dello Stato, con una schiacciante maggioranza di 396 voti su 501.

Sebbene l’Assemblea avesse anche altri compiti di rilievo – come votare la fiducia al governo, approvare i bilanci e ratificare i trattati internazionali – il suo dovere principale restava la stesura della Costituzione. Per farlo in modo efficace, il 15 luglio 1946 venne istituita una commissione speciale, passata alla storia come la “Commissione dei 75”, presieduta da Meuccio Ruini.

I 75 componenti vennero suddivisi in tre sottocommissioni dedicate ad ambiti specifici:

Prima Sottocommissione: guidata da Umberto Tupini, incentrata sui diritti e doveri dei cittadini.

Seconda Sottocommissione: presieduta da Umberto Terracini, focalizzata sull’organizzazione costituzionale dello Stato.

Terza Sottocommissione: coordinata da Gustavo Ghidini, mirata ai rapporti economici e sociali.

A coordinare, raccordare e armonizzare il lavoro di questi tre organi fu poi un apposito comitato di redazione.

DAL PROGETTO ALLA NASCITA DELLA CARTA

Il frutto di mesi di intensi dibattiti e mediazioni tra le diverse anime politiche del Paese (cattolica, comunista, socialista, liberale) si concretizzò nel progetto di Costituzione, il cui iter di discussione in aula parlamentare iniziò il 4 marzo 1947. Il culmine di questo straordinario percorso democratico arrivò il 22 dicembre 1947 con l’approvazione finale del testo. Cinque giorni dopo, il 27 dicembre, la Costituzione venne ufficialmente promulgata dalla firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola, entrando in vigore il 1° gennaio 1948.

A ottant’anni dall’inizio di quell’avventura, l’Assemblea Costituente resta il simbolo più alto di un’Italia capace di unirsi per dare vita a una delle Carte fondamentali più progressiste e solide del mondo.
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