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ROMA – Una mamma con la figlia di meno di due anni sono tra le quattro persone che nella notte hanno perso la vita a Sumy, regione nord-orientale dell’Ucraina. Come ha riferito il capo dell’amministrazione militare locale, Oleh Hryhorov, le forze russe hanno colpito “un edificio residenziale multipiano con un drone. L’impatto ha provocato un vasto incendio. Tragicamente, due donne, un anziano e una bambina piccola hanno perso la vita”. Altre quattro persone sono rimaste ferite. A Kiev intanto si continua a scavare la le macerie dell’attacco missilistico russo di giovedì, dove nella notte il bilancio delle vittime è salito a trenta. Ben novantuno i feriti. Mosca ha confermato i raid, sostenendo di essersi limitata però a colpire “solo obiettivi militari”.
In un messaggio diffuso nella serata, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denuciato invece “la guerra della Russia agli edifici residenziali” ed è tornato a chiedere aiuti militari ai Paesi alleati di Kiev, esortando anche l’Unione europea a dotarsi di “capacità antibalistiche”. Poi, ricordando il prossimo vertice Nato, ha ribadito che “la difesa aerea” dovrebbe essere “tra i punti chiave” dei lavori, “sempre che la Nato abbia un qualche significato per gli Alleati.
L’Europa- ha scritto ancora- deve avere una capacità sufficiente per difendersi da ogni tipo di minaccia, inclusa questa: i missili balistici russi. Da tempo discutiamo con l’amministrazione statunitense delle licenze per la produzione dei Patriot”. Al momento la Commissione Ue è al lavoro per approvare i prestiti di Safe, il pacchetto di fondi del piano el piano ReArm Eu/Readiness 2030 che punta a mettere a disposizione 150 miliardi di euro per potenziare la produzione dell’industria della difesa dei 27 Stati membri. Ad oggi sono diciotto i Paesi che hanno presentato i piani di accesso al prestito e dieci quelli che già li hanno firmati. Tra questi, l’Italia non è ancora presente.
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