venerdì, 17 Luglio 26

Mentre cadono le bombe, l’Iran seppellisce l’Ayatollah Ali Khamenei

MondoMentre cadono le bombe, l’Iran seppellisce l’Ayatollah Ali Khamenei

ROMA – La tregua è finita, andate in guerra. Mentre e Stati Uniti e Iran hanno ripreso a colpirsi, Mashhad si ferma. Le strade che portano al Santuario dell’Imam Reza sono un fiume nero di lutto, e in mezzo a quel fiume, scorre anche la bara dell’Ayatollah Ali Khamenei.

La sepoltura della Guida Suprema iraniana chiude una settimana di processioni di massa, cerimonie religiose e manifestazioni che hanno attraversato Teheran, Qom, Najaf e Karbala, in un crescendo di lutto pubblico orchestrato per mostrare la tenuta del regime teocratico proprio mentre il conflitto con Stati Uniti e Israele torna a infiammarsi dopo settimane di tregua fragile.

Il corteo funebre ha attraversato lentamente la città sacra su un camion, scortato da religiosi dal turbante bianco e da folle che agitavano bandiere e fotografie del defunto leader. Il caldo di luglio non ha fermato nessuno: sopra le teste dei fedeli venivano spruzzati getti d’acqua per resistere all’attesa.

Non tutti gli slogan erano di cordoglio. “Giuro sul sangue del Leader Supremo, Trump, ti uccideremo!”, gridava la folla, mentre alcune donne sollevavano cartelli con la scritta “Uccidete Trump”, un’eco diretta dell’attacco del 28 febbraio che ha ucciso Khamenei insieme a quattro membri della sua famiglia.

Sullo sfondo resta l’assenza di Mojtaba Khamenei, il figlio proclamato nuovo Guida Suprema da un’assemblea clericale appena una settimana dopo la morte del padre. Sfigurato in volto e ferito agli arti nello stesso raid, non è più comparso in pubblico dall’inizio della guerra. Fonti di Teheran parlano di una convalescenza in corso, ma anche di una scelta precisa dei servizi di sicurezza: tenerlo lontano dai riflettori per il timore di nuovi attacchi statunitensi.

Il funerale segna la fine di quasi quattro decenni di potere assoluto. Khamenei era diventato Guida Suprema nel 1989, un anno dopo la rivoluzione islamica, e da allora aveva accentrato nelle sue mani leva politica, economica e militare, riducendo progressivamente il peso di presidente e parlamento eletti – un processo condotto a braccetto con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
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