venerdì, 9 Ottobre 26

Stati Uniti e Iran continuano a bombardarsi

MondoStati Uniti e Iran continuano a bombardarsi

ROMA – L’esercito americano ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi militari in Iran, anche nella notte tra domenica e lunedì. Teheran ha risposto rivendicando nuovi attacchi con droni contro postazioni americane in Medio Oriente, Kuwait compreso, dove le forze armate locali dicono di aver intercettato bersagli aerei ostili. E’ ormai una routine, la tregua c’è solo sulla carta.

A raccontare la logica militare dietro l’escalation è il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale statunitense: le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro navi mercantili nello stretto pressoché in contemporanea con l’avvio dell’ultima ondata di raid Usa, a conferma – secondo Hawkins – della necessità dell’offensiva americana. Nel medesimo comunicato, il portavoce ha reso noto che le difese statunitensi hanno abbattuto un missile e un drone d’attacco diretti contro il traffico commerciale nello stretto.

A far detonare le ultime ostilità è stato l’attacco iraniano di sabato contro una portacontainer battente bandiera cipriota, seguito dall’annuncio della chiusura di Hormuz . Quell’episodio ha innescato una pesante rappresaglia statunitense, a sua volta seguita da nuovi attacchi iraniani contro gli stati arabi del Golfo alleati di Washington. Il Comando Centrale ha precisato domenica di non avere al momento notizia di morti o feriti tra i militari americani.

Sul piano numerico, gli Stati Uniti hanno condotto 140 attacchi nella notte tra sabato e domenica, tra i più consistenti dell’intera settimana; un funzionario americano, che ha parlato in anonimato trattandosi di operazioni riservate, ha riferito che il numero di raid di domenica è stato leggermente inferiore.

Il nodo resta… stretto. L’Iran lo ha ufficialmente chiuso di nuovo, Trump in un’intervista telefonica al programma Meet the Press della NBC ha insistito che no, non è vero: lo stretto è aperto. Una routine anche questa, ormai.
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