ROMA – La Giordania e le Nazioni Unite lanciano un appello al cessate il fuoco e alla ripresa del dialogo negoziale tra Stati Uniti e Iran, mentre c’è attesa a Washington Dc per il colloquio odierno tra il presidente Donald Trump e il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu. Ieri, l’incontro ad Amman tra il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è concentrato sulle “ripercussioni della pericolosa escalation che la regione sta vivendo”, nonché sugli sforzi “per ripristinare la calma e una sicurezza duratura”. Da venerdì gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l’Iran, che a sua volta ha interrotto azioni di rappresaglia sui Paesi del Golfo.
Safadi e Guterres hanno “ribadito l’importanza di impegnarsi per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e di riprendere i negoziati per raggiungere una soluzione globale che affronti tutte le cause di tensione e garantisca la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz in conformità con il diritto internazionale”. Il ministro giordano ha affrontato il tema di Gaza: senza citare la Forza Internazionale di Stabilizzazione (Ifs) approvata dal governo israeliano nel quadro del Board of Peace lo scorso 26 luglio, Safadi ha lanciato un appello a rispettare i punti del Piano di pace per Gaza e a “revocare le restrizioni” all’accesso agli aiuti umanitari. Dopodiché, è passato alla Cisgiordania occupata, su cui ha “ribadito la necessità di sforzi concertati per fermare le azioni illegittime israeliane che consolidano l’occupazione, alimentano ulteriormente la tensione e la violenza e minano ogni possibilità di raggiungere una pace giusta e globale”.
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